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Donald Trump accusato di violenza: spunta una presunta vittima di 22 anni fa

NEW YORK – Donald Trump è stato accusato di aver violentato una ragazzina di appena 13 anni. L’accusa arriva dalla vittima alla vigilia del voto per l’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti, che vede Trump come candidato repubblicano sfidare la democratica Hillary Clinton. La vittima, che ha deciso di rimandare la conferenza stampa indetta per il 3 novembre dopo le pressioni e le minacce subite, ha aspettato 22 anni per raccontare la sua storia e accusare pubblicamente il candidato alla Casa Bianca.

Il quotidiano l’Huffington Post scrive che la presunta vittima avrebbe subito le molestie di Donald Trump nel 1994, quando aveva appena 13 anni. I due si sarebbero conosciuti durante una festa a New York organizzata dall’investitore miliardario Jeffrey Epstein, che nel 2008 fu ritenuto colpevole di sfruttamento della prostituzione minorile.

Il processo arriverà in un aula di tribunale il prossimo 16 dicembre e ci sarebbero due donne pronte a testimoniare la presunta violenza che si sarebbe verificata durante un party a New York. Lisa Bloom, avvocatessa della giovane vittima che si riferisce a lei col nome di Jane Doe, ha dichiarato:

“Più di quattro mesi fa una donna, usando lo pseudonimo Jane Doe, ha fatto causa a Donald Trump per una serie di aggressioni sessuali che secondo la sua accusa sono avvenuti ad alcune feste a New York nel 1994. All’epoca Jane Doe aveva 13 anni”.

Un altro legale che ha rappresentato la presunta vittima, l’avvocato Cheney Mason, in un’altra dichiarazione spiega che Trump dovrà comparire davanti al giudice e testimoniare sotto giuramento. Le due testimoni, anonime, vengono identificate dal legale con gli pseudonimi di Joan Doe e Tiffany Doe. La prima avrebbe raccontato di aver appreso delle violenze dalla presunta vittima alcuni mesi dopo i fatti. La seconda testimone avrebbe invece raccontato di aver agito come ‘reclutatrice’ di giovani donne, anche minorenni, per le feste di Epstein nel suo appartamento di New York, e di essere stata testimone delle ripetute violenze di Trump sull’accusatrice.

Il candidato alla Casa Bianca nega nella maniera più assoluta la vicenda: “Sono accuse sconsiderate”, ha commentato un legale di Trump. Intanto la conferenza stampa indetta alle 18 del 3 novembre è stata rimandata. L’accusatrice infatti non si è presentata e l’avvocato ha spiegato che “ha ricevuto minacce, ha troppa paura” prima di confermare ai giornalisti accorsi che la conferenza stampa era rimandata.