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Donald Trump alla Casa Bianca, ricevuto da Obama. “Eccellente colloquio”

WASHINGTON – Un “colloquio eccellente” suggellato da una stretta di mano nello Studio Ovale, dinanzi alle telecamere. Si è concluso così il faccia a faccia tra Barack Obama e Donald Trump, per la prima volta alla Casa Bianca, in veste di presidente eletto. E’ il primo atto del lungo passaggio di consegne che si concluderà il 20 gennaio con la cerimonia di insediamento. “E’ stato un grande onore – ha detto Trump – e non vedo l’ora di continuare a collaborare in futuro con Obama. Ascolterò i suoi consigli”. “Il presidente – ha aggiunto – è una gran brava persona”.

Ad appena 48 ore dal risultato delle urne di martedì, il presidente uscente ha accolto il suo successore e consorte alla Casa Bianca. Prima d’ora non si erano mai incontrati. Entrambi sono apparsi sorridenti e reciprocamente cordiali. “Adesso noi faremo tutto il possibile per aiutarti ad avere successo, perché se tu hai successo il Paese ha successo”, ha detto Obama al tycoon. Tra i temi “importanti e delicati” discussi tra i due anche la transizione tra le amministrazioni, su cui i rispettivi staff lavoreranno insieme nelle prossime settimane.

Primo faccia a faccia anche tra le first lady Michelle e Melania. E’ infatti consuetudine che così come il presidente uscente riceve il presidente eletto per dare il via al periodo di transizione, vi sia un passaggio di consegne anche tra le rispettive mogli. Michelle ha accompagnato la Signora Trump nel suo primo tour tra le stanze presidenziali. Le ha mostrato anche la famosa finestra da dove si può vedere il presidente al lavoro.

I coniugi Trump sono entrati alle 17 (ora italiana) dal south lawn, il prato meridionale della Casa Bianca, ma i giornalisti non hanno potuto vederlo. Finora nessuna immagine disponibile del loro arrivo. Trump anche nel suo primo momento ufficiale rompe la prassi: è arrivato da New York a bordo del suo jet privato e non ha voluto con sé nessun giornalista. Già durante la campagna elettorale il tycoon era entrato fortemente in conflitto con i media, alcuni dei quali erano stati temporaneamente banditi dal suo tour perché tacciati di fare una copertura faziosa della competizione.

Intanto nelle stesse ore, sale a 100 il numero degli arresti effettuati durante le proteste anti-Trump che hanno attraversato tutte le grandi città Usa, almeno 25, al grido di “Trump is not my president”. A New York la polizia ha arrestato almeno 30 persone che manifestavano davanti alle Trump Tower sulla Fifth Avenue e a Columbus Circle. A Los Angeles sono finiti in manette 15 manifestanti, a Chicago 13. A Oakland, in California, le proteste più dure con lancio di moltov e tre agenti feriti.

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