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Donald Trump: il nonno “clandestino” in Germania e disertore

ROMA – Donald Trump: il nonno “clandestino” in Germania e disertore. Nel passato del neo-presidente americano Donald  Trump, c’è un nonno imbarazzante. Frederick Trump cercò inutilmente di riprendere la nazionalità tedesca e tornare a vivere in Germania dopo essere emigrato nel 1885 e aver fatto fortuna: fino all’espulsione fu ritenuto un clandestino e, siccome dimenticò di cancellarsi dalle liste della leva militare, anche un renitente. A nulla valsero lettere e suppliche al principe di Baviera.

Nonno Trump clandestino in Germania. Per uno che vuole cacciare tutti i clandestini, costruire un muro per arginare i migranti messicani e non far entrare gli islamici quali sospetti terroristi, ritrovarsi con un nonno espulso da un paese perché senza documenti non fa certo piacere. Ma è quello che sta succedendo al presidente eletto statunitense Donald Trump a causa di un foglio vecchio oltre cent’anni rinvenuto in un archivio tedesco.

Il documento, come riferiscono media tedeschi citando uno storico locale, attesta che il nonno paterno di Trump fu espulso dall’allora regno di Baviera, nell’attuale Germania, per un problema burocratico creatosi al momento di andare in America come emigrante. Friedrich Trump, nato nel 1869, era emigrato negli Usa nel 1885 quando era sedicenne.

Vent’anni dopo volle tornare in patria, nella città di Kallstadt, ora in Renania-Palatinato e all’epoca inclusa nel regno di Baviera (quello con capitale Monaco). Ma, come ha riferito il ricercatore Roland Paul basandosi sul documento rinvenuto nell’archivio regionale di Spira, la re-iscrizione all’anagrafe come cittadino gli fu però negata perché “non si era cancellato regolarmente” al momento della partenza verso gli Stati Uniti.

La supplica al principe di Baviera. Il documento in questione è una lettera dell’Ufficio distrettuale di Duerkheim all’Ufficio del sindaco di Kallstadt del 27 febbraio 1905 in cui si chiedeva di intimare al clandestino Trump di lasciare il territorio bavarese entro il “primo maggio c.a.” (corrente anno) pena “la sua espulsione”.

Trump scrisse una supplica al principe reggente di Baviera, Luitpold (Leopoldo), ma non servì: con la consorte Elisabeth l’ora illustre progenitore, il primo luglio, si imbarcò mestamente dal porto di Amburgo sul piroscafo “Pennsylvania”. Tre mesi dopo, a New York, nacque il padre del nuovo presidente americano e nonno Friedrich visse sino alla fine della prima guerra mondiale, nel 1918, senza immaginare che la propria espulsione – cento anni dopo – avrebbe condizionato la storia del mondo.