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Donald Trump lascia accordo clima, tutti contro di lui. Ue e Cina: “Non si torna indietro”

Donald Trump lascia accordo clima, tutti contro di lui. Ue e Cina: "Non si torna indietro"

Donald Trump lascia accordo clima, tutti contro di lui. Ue e Cina: “Non si torna indietro”

ROMA – Tutti si scagliano contro Donald Trump dopo che ha deciso di non siglare gli accordi di Parigi sul clima. E se l’Europa e la Cina gli tirano le orecchie, ricordandogli che “non si torna indietro” e gli accordi sono stati siglati dal suo predecessore Barack Obama, il neo presidente prosegue per la sua strada ma mostra un’apertura: “No agli accordi, ma proseguiremo il dialogo sul clima”, dice Trump.

Intanto le reazioni non sono mancate, dal Vaticano reduce dall’incontro della scorsa settimana che ha definito “terribile” la decisione del presidente americano a Vladimir Putin, che ammette che “l’uscita si poteva evitare”. Malumori anche negli stessi Stati Uniti e tra le fila di Trump, dove dopo l’annuncio il ceo della Disney, Bob Iger, ha annunciato la sua decisione di lasciare il comitato degli advisor economici del presidente.

La risposta più forte però arriva da Andrew Cuomo, il governatore di New York che insieme ad altre città e Stati americani ha aderito alla New United States climate Alliance, una coalizione che unirà gli stati americani che si impegnano a mantenere l’accordo di Parigi e a cui hanno già aderito anche i governatori della California e di Washington, che presi insieme rappresentano oltre un quinto del pil nazionale.

La prima reazione all’annuncio di Trump è arrivata da Claude Juncker all’apertura del summit Ue-Cina a Bruxelles:

“Non ci sarà nessuna marcia indietro sulla transizione energetica. La lotta al cambiamento climatico oggi è più importante che ieri e Cina e Ue sono allineati per soluzioni comuni. La comune linea di vedute con la Cina è un messaggio al mondo: non si torna indietro dalla transizione energetica, non si torna indietro dall’accordo di Parigi”.

Anche il presidente russo Putin non vede di buon occhio l’uscita degli Usa, ma non condanna il presidente americano:

“Io adesso non vorrei giudicare il presidente Trump, forse pensa che non ci siano le risorse necessarie, tutto questo va studiato con attenzione, ma secondo me poteva evitare di uscire dagli accordi perché si tratta di un’intesa di massima e difatti avrebbe potuto cambiare gli obblighi degli Stati Uniti nel quadro degli accordi di Parigi”.

Intanto, dichiara Deon Terblanche, direttore del dipartimento per le indagini atmosferiche dell’Organizzazione mondiale di meteorologia, che il rischio è un aumento delle temperature globali:

“L’uscita degli Usa dall’accordo di Parigi potrebbe portare, nello scenario peggiore, anche a un ulteriore aumento della temperatura globale di 0,3 gradi entro la fine del secolo”.

Subito dopo la notizia del passo indietro americano, che ha raccolto la condanna anche del Canada, della Francia e della Germania, Donald Trump ha annunciato che è pronto a riaprire il dialogo:

“L’America resta impegnata sul fronte dell’alleanza transatlantica e degli sforzi per proteggere l’ambiente. I leader si sono detti d’accordo nel continuare il dialogo e nel rafforzare la cooperazione sulle questioni ambientali e su altri temi. Gli Usa continueranno a ridurre le emissioni di gas serra”.

Il premier italiano Paolo Gentiloni ha poi ribadito che l’Italia va avanti e che l’accordo di Parigi sul clima va rispettato e si augura che gli Stati Uniti abbiano un ripensamento sulla decisione presa. Più forte il tono usato invece dal Vaticano, che ha parlato di decisione terribile, con monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze commenta ai microfoni di inBlu Radio:

“Un disastro per l’umanità e per il pianeta. Questo è andare contro quello che ha detto il Papa, che si basa nella Laudato si’ sul consenso scientifico, e quindi contro la scienza. Una “decisione terribile” vista l’importanza dell’America che potrebbe dare il cattivo esempio ad altre nazioni. Quello che muove il presidente statunitense sono i gruppi petrolieri che lo hanno appoggiato nella campagna elettorale e che hanno influenza su di lui. Gruppi che già accusavano il Papa su questi temi e a cui non interessa il clima. Qui c’è una scelta che non è razionale, nel senso che non è scientifica e che viene fatta solo per interesse economico”.

Interessante secondo monsignor Sorondo è la posizione europea che è rimasta ferma nella difesa dell’accordo di Parigi:

“L’Europa deve riempire un vuoto che lascia l’America e fare la guida in questa situazione. E’ l’ora dell’Europa appoggiata dalla Cina e dall’Asia”.

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