Blitz quotidiano
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Donald Trump presidente. Che ci cambia? Più Russia, meno Nato, più spese militari…

WASHINGTON  – Donald Trump presidente degli Stati Uniti. Sbaragliata Hillary Clinton, umiliati i sondaggisti, presi alla sprovvista quasi tutti al punto che, stamattina circolava la voce, a Parigi avevano pronto il solo comunicato di congratulazioni per la sua sfidante democratica. Ma con Trump presidente che cosa cambia per l’Europa?

Prima di tutto va considerata una cosa. Trump diventerà presidente degli Stati Uniti e degli Stati Uniti si occuperà. Quindi per gli europei i cambiamenti non saranno epocali. Ma qualcosa, anche dalle nostre parti, si avvertirà. Il neo presidente ha fatto chiaramente capire di essere ben disposto verso Vladimir Putin: possibile quindi un cambio di atteggiamento sia a livello militare, sia economico.

Più protezionismo, meno mercato. A fare le spese dell’avvento di Trump dovrebbe essere il cosiddetto Ttip, il trattato transatlantico di libero scambio. E’ stata un’idea e una battaglia di Obama e Juncker. Con Trump si vira decisamente altrove: protezionismo, barriere doganali, preferenza per la manodopera locale (quindi americana) e lotta all’immigrazione.

Più Russia meno Cina.  Non è un mistero: Trump vuole normalizzare i rapporti con Putin. Questo potrebbe significare stop alle sanzioni, ripresa del commercio. Un aiuto all’Europa potrebbe arrivare dal quasi inevitabile scontro Usa-Cina sulle regole del commercio. Con l’Europa che potrebbe ritrovarsi partner privilegiato degli Usa nella nuova situazione e che, quasi suo malgrado, si ritroverebbe anche il mercato russo in cui fare affari.

Meno Nato. La Nato è stata presente e in un certo senso minacciosa nelle zone critiche dell’Est Europa, fronte ucraino su tutti. Con Trump si procederà a una trattativa con la Russia e a un sostanziale disimpegno nell’area.

Guerra al terrorismo a spese Ue.  Trump tende a confondere islam o terrorismo. O meglio lo ha fatto in campagna elettorale. Probabile però che decida di occuparsi del problema dal punto di vista militare. Con un occhio al portafogli. Per lui gli europei sono degli “scrocconi” dal punto di vista delle spese militari. Il rischio è che tocchi all’Europa spendere di più.