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Donald Trump vuole costruire 80 navi militari

Donald Trump vuole costruire 80 navi militari

Donald Trump vuole costruire 80 navi militari

ROMA – Il presidente Trump pensa alla sicurezza nazionale e dice di voler investire nella spesa militare. Il tycoon newyorkese diventato presidente esige che la Marina Usa abbia più navi per affrontare le minacce che arrivano da Russia e Cina e propone il più grande boom nel settore della costruzione navale dalla fine della Guerra Fredda.

Trump, nel corso della campagna elettorale, aveva proposto di dotare la Marina Usa di 355 navi dalle 274 attuali, ottenendo così un forte appoggio dai lavoratori dei cantieri navali che da tempo lottano contro i tagli di budget.

I lavoratori della Maine Bath Iron Works sono preoccupati per il futuro e vorrebbero costruire più navi. I dipendenti di questa fabbrica si chiedono anche come arriveranno i miliardi di dollari per costruire le navi che costeranno, ogni anno, dai 5 ai 5,5 miliardi di dollari secondo quanto stimato dall’analista navale Ronald O’Rourke al Congressional Research Service.

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“Se il Congresso e il governo possano effettivamente finanziare il progetto, questa è un’altra questione”, ha dichiarato Rich Nolan, presidente del più grande sindacato del Maine Bath. La Force Structure Assessment della Marina Usa prevede intanto l’aggiunta di altri 47 navi. Tra queste una portaerei costruita in Virginia, 16 grandi navi da guerra costruite nel Maine e Mississippi, e 18 sottomarini d’attacco costruiti in Connecticut, Rhode Island e Virginia. La Force Structure chiede anche più navi anfibie d’assalto, banchine di trasferimento di spedizione e navi di supporto.

“Una flotta più grande sarebbe un bene per la sicurezza nazionale e impiegherebbe più gente nella manutenzione” spiega Matthew Paxton, presidente del Shipbuilders Council of America, ente che rappresenta la maggior parte dei costruttori navali della Marina. “Russia e Cina rafforzano le loro flotte marine. Anche noi avremo bisogno di queste navi”.

Come scrive il Daily Mail, molti analisti concordano sul fatto che le capacità di difesa militari Usa, negli ultimi anni si siano ridotte soprattutto per quanto riguarda navi da guerra, aerei e carri armati.  Quando Trump entrerà in carica, nessuno prevede se davvero ci sarà un ritorno ai ritmi di lavoro frenetici. Prima di Trump, a voler costruire navi per la Marina era stato Reagan, che esattamente ne voleva ben 600.

La Marina intanto, attualmente ha 274 navi da battaglia, ben al di sotto quindi del suo antico obbiettivo di 308. Lawrence J. Korb, un ex ufficiale ed ex segretario alla Difesa nel governo Reagan, ha detto che la richiesta della Marina non è realistica a meno che l’amministrazione Trump sia disposta a portare il bilancio a “livelli mai visti”.

“Non ci sono mai abbastanza soldi per ottenere una difesa perfetta. Sono necessari dei compromessi”, ha affermato un membro anziano del Center for American Progress. A quanto pare, tuttavia, gli investitori stanno scommettendo sul fatto che vengano realizzate più navi.

La General Dynamics che possiede Bath Iron Works, la Electric Boat con il quartier generale in Connecticut e con la sede in California e la NASSCO Huntington Ingalls che possiede grandi cantieri in Virginia e in Mississippi, dopo le elezioni ha visto schizzare in alto il prezzo delle sue azioni.  “Per un costruttore di navi militari, questo momento rappresenta un ascesa nel mercato” ha detto Ronald Epstein, analista della Bank of America Merrill Lynch.

 

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