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Donald Trump vuole licenziare il procuratore del Russiagate. Muro dei repubblicani

Donald Trump vuole licenziare il procuratore del Russiagate. Muro dei repubblicani

Donald Trump vuole licenziare il procuratore del Russiagate. Muro dei repubblicani (Nella foto Ansa, Robert Mueller)

WASHINGTON – La Russia resta in cima alle preoccupazioni di Washington. Mentre il presidente Donald Trump considera l’ipotesi di licenziare Robert Mueller, il procuratore speciale per il Russiagate, i repubblicani fanno muro e, insieme ai democratici, votano un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca.

A provocare la netta presa di posizione del Grand Old Party, già risentito nelle scorse settimane per il licenziamento di James Comey dalla guida dell’Fbi, è stata la frase pronunciata alla Cnn da Christopher Ruddy, un amico del presidente, secondo il quale Trump starebbe considerando l’ipotesi di licenziare anche Mueller.

Levata di scudi dei repubblicani, che hanno inviato alla Casa Bianca un messaggio chiaro:  il procuratore speciale per il Russiagate non si tocca. ”Il licenziamento di Mueller sarebbe un disastro. Non c’è ragione di licenziarlo”, ha sottolineato il senatore repubblicano Lindsey Graham. Già numero uno dell’Fbi, Mueller ha lavorato 12 anni sotto i presidenti George W. Bush e Barack Obama.

In questo quadro si inserisce l’accordo raggiunto al Senato tra Repubblicani e Democratici su un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia, mentre proseguono le indagini sulle presunte interferenze di Mosca stessa sulle elezioni presidenziali del 2016, il cosiddetto Russiagate.

Il piano chiede il rafforzamento delle sanzioni attuali e ne impone di nuove sui soggetti coinvolti in abusi nel campo dei diritti umani e su quelli che stanno fornendo armi al governo del presidente siriano Bashar al-Assad. Le sanzioni dovrebbero inoltre colpire i responsabili di cybercrimini per conto del governo di Mosca. I legislatori stanno cercando di aggiungere le sanzioni alla Russia all’attuale legislazione del Senato che prevede un analogo provvedimento contro l’Iran.

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