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Dipendenti molestate nel Campidoglio Usa. Consulenti esterni indagheranno

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Il senatore democratico eletto in California, Kevin de León

WASHINGTON – Il senatore democratico eletto in California, Kevin de León, ha comunicato la sua decisione di assumere due società esterne per indagare sulla diffusione delle molestie sessuali sotto la cupola del Campidoglio Usa. de Leon ha ricevuto una lettera aperta scritta da alcune donne che lavorano alla Camera Usa e ha annunciato di aver scelto l’ufficio legale di Amy Oppenheimer, per condurre un‘indagine esterna centrata sulle molestie, e la CPS HR Consulting per esaminare la politica del Senato in materia di molestie, discriminazioni e ritorsioni.

Della notizia parla il Los Angeles Times. de León ha inviato alcune missive ai lobbisti del Campidoglio, dove viene spiegato in modo dettagliato come, le regole esistenti, proteggano i dipendenti: “I datori di lavoro devono impegnarsi al massimo per proteggere i loro impiegati” ha detto in un comunicato De Leon. “Chiunque merita un ambiente lavorativo libero dal timore, dalle molestie e da comportamenti disonesti; mi inchino di fronte al coraggio di tutte quelle donne che lavorano in Campidoglio, che hanno deciso di uscire allo scoperto per far sentire la propria voce”.

Le donne autrici della lettera aperta, inviata la scorsa settimana affinché fosse nota la cultura “dilagante” di maltrattamenti nel mondo politico, si sono dichiarate insoddisfatte delle azioni di De Leon, giudicate”insufficienti”.

A firmare la missiva sono state più di 140 donne, tra legislatori, personale, consulenti politici e lobbisti. “Per trovare la verità e ricostruire la fiducia, abbiamo bisogno di un’inchiesta indipendente, non di un’indagine segreta” ha dichiarato Adama Iwu, direttore governativo per Visa, che ha guidato la campagna. “Abbiamo bisogno di completa trasparenza: come è stata scelta la società? Su cosa si sta investigando? A chi inoltreranno ciò che viene scoperto?” ha proseguito la Iwu.

Nel frattempo, le donne che hanno firmato la lettera, unite in un gruppo chiamato “Abbiamo detto abbastanza”, hanno annunciato di voler formalizzare i loro sforzi in un’associazione senza scopo di lucro. Il gruppo intende “elaborare un piano d’azione per migliorare la raccolta di denunce ed abusi e l’eventuale, successiva, inchiesta”.

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