Blitz quotidiano
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Elezioni Usa, complotti inventati aiutano Trump: lampadine per controllo mentale, falsi messicani…

NEW YORK – Teorie complottiste più o meno fantasiose. Dalle “lampadine fluorescenti per controllare la mente” fino al “Nuovo ordine mondiale” passando per il monopolio islamico delle pompe di benzina. Nell’America rurale e profonda è anche grazie a queste assurdità che si fanno voti che Donald Trump ha costruito il suo inaspettato successo che lo ha portato, contro ogni pronostico iniziale, a contendere questa notte a Hillary Clinton la presidenza della più grande superpotenza del pianeta.

Perché tutto il mondo è paese. E se qui in Italia a ogni aereo che passa c’è chi guarda la scia (chimica) e a ogni scossone di terra c’è il webete di turno che rispolvera la leggenda della magnitudo dei terremoti abbassata dal governo per non pagare le spese alle vittime del sisma, negli Stati Uniti proprio tanto meglio non stanno messi. Anzi.

Nel giorno del voto, per esempio, il Washington Post pubblica un lungo reportage firmato Arlie Russell Hochschild. La giornalista si è fatta un giro in Louisiana, stato dove Trump ha agevolmente vinto le primarie e che tutti i sondaggi assegnano ai Repubblicani nel voto di questa notte. Un giro tra le persone che Trump hanno sostenuto e sosterranno. E che per Trump, proprio in queste ore, stanno votando.

A unirle, racconta Hochschild, sono le teorie più disparate. Come quella del “controllo delle menti attraverso le lampadine fluorescenti”. Il governo le manda apposta, dice una signora, perché così si controllano le persone. La signora spiega che a crederci non è lei, evidentemente un po’ si vergogna, ma le signore che vanno in chiesa con lei.

Poi c’è “il nuovo ordine mondiale”. Ovvero un cartello segreto di grandi speculatori finanziari che controlla il mondo. E che ovviamente ha mandato i “fantocci” Obama e Hillary Clinton. Che tutto il mondo sia paese lo testimoniano le altre teorie fantasiose legate all’immigrazione. Da queste parti per una vita hanno fatto paura gli immigrati messicani. Ora invece lo spauracchio non sono più loro. Sono gli islamici che si travestono da messicani per entrare negli Usa dal sud. Un giro abbastanza complicato, eppure ci credono.

Ci sono poi le immancabili teorie dei cosiddetti “auto-attentati“. L’attacco alla maratona di Boston? Organizzato, ovviamente, dal Governo. E quindi dai democratici. Infine una teoria complottista che si lega a una preoccupazione pratica. Dicono i filo Trump di Louisiana che gli islamici (sempre loro, del resto non ci sono più i comunisti) si stanno comprando tutti i distributori di gas e benzina della zona. Per fare attentati? No. Per rifiutarsi, poi,  di vendere  benzina e gas agli abitanti e impedirgli di andare a lavoro. Sempre che non ci pensi Trump. Quello del muro col Messico (a spese del Messico), quello del divieto di ingresso agli islamici negli Stati Uniti d’America.