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Elezioni Usa: a che ora si saprà chi è il nuovo presidente

WASHINGTON – Elezioni presidenziali negli Stati Uniti: a che ora si saprà chi è il nuovo presidente? Gli ultimi seggi chiuderanno alle 5 di mattina (ora italiana) di mercoledì 9 novembre. Saranno quelli della California. Ma molti altri seggi, anche assai importanti, chiuderanno molto prima. Quelli di Florida, Ge0rgia e Virginia (tre Stati ancora in bilico), per esempio, chiuderanno all’una ora italiana, come spiega Nadia Ferrigo su La Stampa. 

Solo alla chiusura di tutti i seggi i network televisivi, sulla base di proiezioni, exit poll e andamenti storici, decideranno ad un certo punto di considerare definitivo il risultato dei vari Stati e quindi si potrà sapere chi sarà il vincitore.

Il presidente americano che succederà a Barack Obama verrà formalmente eletto il 12 dicembre ed entrerà in carica il 20 gennaio. Ad eleggerlo, in realtà, non saranno i cittadini direttamente, ma i grandi elettori, che, in 538, compongono il collegio elettorale, alla cui elezione contribuiscono tutti gli Stati con un sistema maggioritario. Per diventare presidente il candidato deve ottenere almeno 270 grandi elettori.

In caso di pareggio, il presidente viene eletto dalla Camera dei rappresentanti e dal vicepresidente del Senato. E non è detto che presidente e vice siano dello stesso partito. Ma si tratta di una eventualità remota: l’ultima volta è successo nel 1824 con John Quincy Adams.

Vediamo adesso Stato per Stato a che ora chiuderanno le urne, come spiegato su La Stampa:

Si inizia alla mezzanotte italiana, le 18 sulla costa Est degli Stati Uniti. I primi seggi a chiudere saranno quelli di Indiana e Kentucky, dove dovrebbe essere scontata la vittoria di Trump. Se Trump dovesse perdere, allora la probabilità di un trionfo democratico sarebbe davvero molto alta.

All’una del mattino chiudono i seggi in Florida, Ge e Virginia – tre Stati ancora in bilico – oltre che in South Carolina e Vermont, che dovrebbero essere sicuri rispettivamente per Trump e Clinton. Dopo mezz’ora tocca a North Carolina, Ohio e West Virginia. Alle due chiudono le urne in moltissimi Stati, molti già assegnati ma altri ancora in bilico, come Michigan, Pennsylvania e Florida.

Alle 2.30 chiuderanno le urne in Arkansas, alle 3 invece tocca ad altri Stati tra cui Minnesota, Arizona, Colorado, New Mexico, Texas e New York, alle 4 chiudono i seggi nello Utah – dove può dare qualche scossa il candidato di protesta Evan McMullin – un’ora dopo altri due swing State daranno i primi risultati: Iowa e Nevada. Alle 4 chiudono i seggi nello Utah, alle 5 del mattino chiuderanno i seggi sulla costa Ovest, con la California.  

Gli elettori americani non voteranno solo per il presidente, ma anche per i 435 deputati della Camera dei rappresentanti e per 34 senatori su cento. Inoltre eleggeranno i governatori di dodici Stati, i deputati di 44 parlamenti statali su 50, i sindaci di alcune grandi città come Baltimora, Milwaukee e San Diego, cariche locali, come sceriffi e procuratori distrettuali e decideranno l’esito di alcuni referendum, come quello sulla legalizzazione della marijuana e sull’aumento del salario minimo.

 

 

 

 

 

 


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