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Elezioni Usa: pena di morte, salario minimo, marijuana e armi. Gli altri quesiti

WASHINGTON – Pena di morte, salario minimo, controllo sulla vendita di armi, eutanasia per i malati terminali, droghe leggere: come ha votato l’elettorato americano sulle altre misure che interessano il Paese?

Più di 150 provvedimenti erano sulle schede elettorali di tutto il Paese. La California ha presentato 17 Proposition, tra cui una in cui gli attori di film po**o dovrebbero indossare il preser**tivo durante le riprese e un’altra con il divieto dei sacchetti di plastica monouso della spesa. California, Massachusetts e Nevada hanno votato per legalizzare l’uso ricreativo di marijuana.

I risultati sono stati salutati come storici dagli attivisti pro legalizzazione, dato che la California è lo stato più popolato. Il Massachusetts è stato il primo stato ad est delle Montagne Rocciose, ad aderire al movimento. Altri sei stati hanno votato sui provvedimenti riguardanti la marijuana, mentre gli elettori della California e lo stato di Washington inasprito le leggi sul controllo delle armi.

LA PENA DI MORTE –  In Nebraska, gli elettori hanno ripristinato la pena di morte, invertendo la decisione del legislatore di abolirla lo scorso anno. Il Nebraska non pratica esecuzioni capitali dal 1997. Attualmente nel braccio della morte ci sono dieci detenuti. Il Nebraska è uno dei tre Stati che hanno votato sulla pena di morte. In California sulla scheda elettorale c’erano due provvedimenti: uno che aboliva la pena di morte, raramente praticata, ed un’altra richiesta affinché venissero eseguite velocemente le condanne.

Gli abitanti dell’Oklahoma hanno approvato un provvedimento per rendere più difficile l’abolizione della pena di morte. E’ mirato a garantire che lo Stato possa eseguire l’esecuzione capitale anche quando il procedimento è bloccato.

EUTANASIA – Gli elettori del Colorado hanno approvato un provvedimento che permetterà ai medici di assistere un malato terminale a mettere fine alla propria vita. Una pratica presente già in altri cinque Stati. I “Coloradans”, hanno bocciato una proposta che avrebbe realizzato il primo sistema di assistenza sanitaria universale della nazione.

MARIJUANA –  Cinque Stati, tra cui Arizona, Maine e Nevada, hanno votato per la legalizzazione della droga leggera, già in atto in quattro Stati. Gli elettori di Arkansas, Florida e North Dakota hanno approvato provvedimenti che consentano l’uso della marijuana a scopi medici. In Montana, il voto è stato sull’opportunità di allentare le restrizioni di una legge esistente, sull’uso della marijuana a scopo curativo.
La Florida, in cui il provvedimento è stato sostenuto dal 71% dell’elettorato degli elettori, e l’Arkansas sono i primi stati del sud con un programma che prevede l’utilizzo di marijuana curativa, esistente già in 25 stati.Praticamente, quasi un referendum nazionale sulla droga leggera che, tuttavia, rimane vietata dalle leggi federali.

Rob Kampia, direttore esecutivo del Marijuana Policy Project, ha dichiarato: “Questi voti sono un chiaro messaggio agli agenti federali: è il momento di smettere di arrestare e carcerare i consumatori di marijuana”. Se il voto “sì” ha prevalso su tutta la linea, oltre il 23% della popolazione degli Stati Uniti vive già in Stati dove l’uso ricreativo è legale. E’ il caso di Alaska, Colorado, Oregon, Stato di Washington e il Distretto di Columbia che hanno meno del 6% della popolazione.

CONTROLLO SULLA VENDITA DI ARMI –  Il controllo sulle armi, un altro tema caldo, era sulla scheda elettorale di quattro Stati, tra cui la California, che al riguardo ha già alcune tra le più severe leggi sul pos di armi. Nella Proposition 63 sarebbe fuori legge chiedere permessi per comprare munizioni, il pos di queste ultime e chiesto di estendere il divieto: le autorità possono sequestrare le armi da fuoco dei proprietari che pur avendole precedentemente acquistate legalmente, non sono più autorizzati a possederle.

Lo Stato di Washington ha approvato un provvedimento che consentirà ai giudici di emettere ordini di sequestro temporaneo di armi di persone che sono ritenute una minaccia.

In Maine e in Nevada un gruppo fondato dall’ex sindaco di New York Michael Bloomberg ha speso milioni per promuovere provvedimenti elettorali mirati a un controllo dei precedenti di chi acquista armi ed eventuali trasferimenti. I sostenitori dichiarano che i cambiamenti potrebbero colmare le lacune del sistema federale che permettono ai criminali, a chi pratica violenze domestiche, disabili mentali, di acquistare armi da fuoco da venditori privati, nelle fiere di armi e online, senza un controllo sui precedenti.

SALARIO MINIMO – Arizona, Colorado e Maine hanno approvato misure graduali sul minimum wage, il salario minimo: 12 dollari l’ora entro il 2020. Nello Stato di Washington, dove il salario minimo è di 9,47 dollari all’ora, gli elettori hanno approvato un provvedimento graduale: prevede che entro il 2020 si arrivi a 13,50 dollari all’ora. Il salario minimo federale è di 7,25 dollari all’ora.

GIOCO D’AZZARDO –  Gli elettori del New Jersey hanno bocciato il provvedimento che avrebbe permesso la chiusura dei casinò di Atlantic City, per la prima volta in 38 anni nella storia del gioco d’azzardo legalizzato dello Stato. Gli elettori di Rhode Island hanno approvato un provvedimento che prevede la costruzione di un nuovo casinò a Tiverton, al confine con il Massachusetts.

LE TASSE –  Gli elettori dell’Oregon hanno respinto una misura che prevedeva una tassa del 2,5% sulle vendite aziendali che superavano i 25 milioni di dollari. Gli elettori di Washington, hanno invece bocciato un piano che per promuovere energia pulita, avrebbe imposto una tassa di 25 dollari a tonnellata sulle emissioni di carbonio da combustibili fossili come la benzina, carbone e gas naturale.

EDUCAZIONE SCOLASTICA BILINGUE – Gli elettori della California hanno abrogato una legge, risalente a quasi vent’anni fa, limitata a due sole lingue nelle scuole pubbliche.


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