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G20, guerriglia urbana ad Amburgo. Trump-Putin: accordo per parziale cessate il fuoco in Siria

G20, guerriglia urbana ad Amburgo. Trump-Putin: accordo per parziale cessate il fuoco in Siria

G20, guerriglia urbana ad Amburgo. Trump-Putin: accordo per parziale cessate il fuoco in Siria

AMBURGO – Primo faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin a margine del G20 di Amburgo. Mentre la città veniva messa a ferro e fuoco dai manifestanti i due leader si sono parlati per oltre due ore e al termine dell’incontro che sarebbe dovuto durare 35 minuti, Usa e Russia hanno trovato un accordo di tregua per un cessate il fuoco nel Sud-ovest della Siria, che entrerà in vigore domenica 9 luglio, alle ore 12 di Damasco.

Intanto, per tutta la giornata di venerdì 7 luglio, migliaia di black bloc hanno tenuto sotto scacco la città di Amburgo, trasformandola in un campo di battaglia contro le forze dell’ordine. Gli scontri della notte giovedì e venerdì ad Amburgo erano solo un prologo: la polizia riferisce di circa 200 agenti feriti in due giorni. Mentre i dimostranti, attraverso i loro portavoce, parlano di un centinaio di infortunati, alcuni anche gravemente. Si contano 70 attivisti no global fermati.

Nonostante la città fosse presidiata da 20 mila uomini e donne delle forze dell’ordine, la polizia locale ha dovuto chiedere rinforzi ai Laender vicini: e centinaia di poliziotti sono arrivati dallo Schleswig-Holstein, dal Baden-Wuerttenberg e da Berlino.

San raffaele

Trump e Putin, i due uomini forti alla guida di due Paesi da sempre nemici, hanno mostrato i muscoli in più di una occasione. . E, fedeli ai loro personaggi, hanno anche mostrato i muscoli in più di un’occasione.

Quello tra Trump e Putin è stato un incontro-scontro, stando alle ricostruzioni, che sembra però aver prodotto risultati concreti. I due uomini forti alla guida di due Paesi da sempre nemici, hanno mostrato i muscoli in più di una occasione e, dopo mesi di accuse reciproche a distanza, le ultime proprio alla vigilia di questo G20, avrebbero trovato una “chimica positiva”. Così almeno ha assicurato il segretario di Stato americano Rex Tillerson, presente al faccia a faccia insieme al collega russo Serghei Lavrov.

Lo scontro più duro, quello che Tillerson nel linguaggio diplomatico ha definito “vigoroso”, è stato sul Russiagate. Che Trump ha voluto affrontare a brutto muso subito, appena i due leader, dopo la stretta di mano e i toni concilianti davanti ai fotografi (“Sono felice di conoscerla – ha detto Putin – spero che l’incontro produca risultati positivi”), si sono chiusi in una sala del centro congressi di Amburgo. Questo almeno è ciò che l’amministrazione americana ha voluto far trapelare. Anche per cercare di sgombrare il campo da un dossier che in casa sta mettendo in grossa difficoltà il commander in Chief.

Dunque niente sconti sulle presunte ingerenze russe nella campagna elettorale che ha portato Trump alla guida del paese più potente del mondo. Le ricostruzioni di Lavrov e Tillerson assicurano che il chiarimento c’è stato. “Putin ha negato che vi siano state interferenze”, ha assicurato il segretario di Stato. E il ministro degli Esteri russo gli ha fatto eco precisando che “il presidente Trump ha detto di aver sentito le dichiarazioni di Putin sul fatto che il Cremlino non si è intromesso nelle elezioni Usa e accetta questa sua posizione.

Ma è sulla Siria che Trump e Putin hanno dato un segnale concreto dei risultati che possono ottenere insieme. E facendosi personalmente garanti dell’ennesimo cessate il fuoco nel sudovest del Paese. Resta certo da vedere se questa volta la tregua reggerà, e potranno finalmente arrivare gli aiuti umanitari dei quali c’è un disperato bisogno.

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