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Gentiloni e Trump al telefono: Nato, Libia e Taormina: “Molti italiani mi hanno votato”

Gentiloni e Trump al telefono: Nato, Libia e Taormina: "Molti italiani mi hanno votato"

Gentiloni e Trump al telefono: Nato, Libia e Taormina: “Molti italiani mi hanno votato”

Paolo Gentiloni ha spiegato in diretta a viva voce al presidente Usa Donald Trump i termini dell’accordo con la Libia per frenare l’assalto dei profughi. L’accordo è ancora di là dal dispiegare i suoi effetti: i profughi continuano ad arrivare a migliaia.

Trump ha detto che l’Italia occupa un «very warm spot», un posto speciale nel suo cuore. Trump ha anche chiesto a Gentiloni di salutare il nostro popolo, ricordando che molti italoamericani lo hanno votato.

Nel corso della prima telefonata transatlantica fra il primo ministro italiano Paolo Gentiloni ed il presidente americano Donald Trump non ci sono state solo banalità importanti come il comune impegno nella lotta al terrorismo o lo scontato appuntamento a maggio a Taormina per il G7 sotto presidenza di turno italiana.

La telefonata ha avuto luogo sabato sera, 4 febbraio, verso le 22.30. Successivamente l’ufficio stampa di Palazzo Chigi ha diffuso una nota in cui riferisce che Gentiloni e Trump

“hanno riaffermato l’impegno senza tregua nella lotta al terrorismo e al radicalismo e gli sforzi da fare per risolvere la crisi ucraina, la pace in Medio Oriente, in Siria e, in particolare, nel Nord Africa. Il Presidente del Consiglio -ha illustrato al Presidente Usa i termini dell’accordo Italia-Libia per la lotta contro il traffico di esseri umani e per politiche dell’accoglienza e della regolazione dei flussi migratori nel rispetto dei diritti umani e del diritto all’asilo”.

Da Washington, l’Ansa riporta il comunicato della Casa Bianca:

“Il presidente Donald Trump ha parlato con il primo ministro italiano Paolo Gentiloni per discutere il rafforzamento della cooperazione bilaterale rispetto ad una serie di interessi condivisi, compresa sicurezza e antiterrorismo”.

Il comunicato conferma che il presidente Usa parteciperà al summit del G7 a Taormina a maggio: il presidente ha affermato che “aspetta di incontrare il primo ministro in quell’occasione”.

I leader “hanno parlato di Libia, del flusso di migranti e profughi verso l’Europa, cosi’ come delle priorita’ dell’Italia e del prossimo summit del G7 in Italia”, conferma ancora la Casa Bianca. “Il presidente Trump ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti rispetto alla Nato e ha sottolineato l’importanza per tutti gli alleati della Nato di condividere l’onere monetario della spesa per la difesa. I leader hanno concordato il proseguimento di stretti coordinamento e cooperazione negli sforzi per eliminare l’Isis e altre organizzazioni terroristiche”.

Il dettaglio delle spese è omesso nel comunicato di Palazzo Chigi, che si limita a riferire che

“al centro della telefonata, i rapporti bilaterali tra Italia e USA, uniti da una storica amicizia e collaborazione. Il premier ha ribadito con il Presidente americano l’importanza fondamentale del ruolo della Nato e della collaborazione tra Europa e Stati Uniti per la pace e la stabilità, di fronte alle sfide e alle minacce per la comune sicurezza”.

La telefonata fra Gentiloni e Trump era stata preceduta alcuni giorni prima dal contatto tra il nuovo capo del Pentagono, Mattis, e il ministro della Difesa Pinotti, che si vedranno a metà mese a Bruxelles. Hanno parlato, riferisce Paolo Mastrolilli sulla Stampa di Torino, soprattutto del contributo italiano in Libia e Iraq:

“Il premier libico Sarraj si è incontrato due volte, una in Egitto, con il generale Haftar, capo dell’esercito di Tobruk. L’Italia, per favorire il dialogo, ha deciso di aprire il suo ospedale di Misurata ai feriti di tutte le fazioni. L’obiettivo è trovare un compromesso che garantisca ad entrambi un ruolo nel futuro del paese, fermando le operazioni militari per combattere invece i terroristi. Circola l’ipotesi che l’amministrazione Trump sia disposta a fare un accordo con la Russia, che sostiene Haftar, per stabilizzare il paese. Roma può discuterne, a patto che Mosca non diventi la forza leader”.

L’Italia, scrive ancora Mastrolilli,

“punta molto sull’accordo appena concluso con Sarraj per l’emergenza migrazioni, che può presentare anche a Washington come una dimostrazione della sua capacità di arginare il terrorismo. L’accordo con Sarraj prevede che siano le sue forze, aiutate dall’Italia, a condurre i controlli lungo le coste per fermare il traffico di esseri umani. Nello stesso tempo è necessario estendere le operazioni nel Sud desertico della Libia, per gestire il flusso dei migranti prima che arrivino al mare, e fermare le infiltrazioni terroristiche. Sarraj vorrebbe svolgere questo compito con le proprie forze, per affermare la sovranità del suo governo, ma al momento non sembra averne la capacità”.

Nubi invece sul fronte delle sanzioni alla Russia, che gli italiani sperano di vedere finire presto e sotto sotto avevano accolto la vittoria elettorale di Trump come una liberazione, Invece, l’ambasciatrice Usa all’Onu Haley, ha detto che le sanzioni alla Russia devono restare in vigore fino a quando Mosca occuperà la Crimea. Commenta Mastrolilli:

“La ripresa del dialogo con il Cremlino è più complessa di quanto sembrasse”.

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