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Guerra in Libia, il disastro di Cameron e Sarkozy contro l’ Italia, rapporto devastante: “Ha favorito Isis”

TRIPOLI – La guerra in Libia, tanto voluta da Francia e Gran Bretagna, che tanti guai ha portato all’Italia e ai nostri interessi nazionali, ha favorito in modo irreversibile la crescita di Isis, lo Stato Islamico: è quanto ha stabilito in un verdetto bipartisan la commissione esteri della Camera di Londra.

Con un devastante verdetto, la commissione per gli affari esteri accusa l’ex premier David Cameron di aver ignorato i capi militari, atteggiamento che avrebbe portato alla crescita esponenziale del noto gruppo terroristico. Secondo la commissione, le azioni militari in Libia non avrebbero fatto altro che spianare il terreno a ulteriori arruolamenti da parte dei fanatici Isis.

“Diverse tribù, milizie indipendenti e l‘Isis hanno usato la mancanza di un governo centrale per prendere il controllo di alcune porzioni di territorio libico” sostiene il report. E afferma inoltre che l’ “Isis ha usato la propria presenza in Libia per formare i terroristi”.

La Commissione accusa Cameron di aver sottostimato la minaccia terroristica e di non essersi poi interessato alla vicenda in modo più approfondito: “Nell’estate del 2011, l’intervento limitato a favore dei civili si è trasformato in una strategia opportunistica per un cambio di regime. Non c’è stata alcuna strategia di supporto per la Libia post Gheddafi”.

E prosegue: “Il risultato è stato un collasso politico ed economico, crisi umanitarie e migranti, violazione dei diritti umani, la diffusioni delle armi del regime Gheddafi in tutta la regione e la crescita dello Stato Islamico nel nord Africa”.

David Cameron viene ritenuto “responsabile del fallimento nello sviluppo di una strategia coerente in Libia”.  Il report afferma inoltre, scrive il Daily Mail, che i fallimenti di Cameron in Libia fanno sì che l’Inghilterra adesso abbia un ruolo di “responsabilità” nell’assistere il Paese dilaniato dalla guerra e nell’aiutare il flusso di migranti che arriva praticamente tutti i giorni in Europa.

Al momento i ministri inglesi non hanno ancora deciso se inviare o meno delle truppe in Libia, fino a che la situazione non sarà più stabile. Potrebbero infatti diventare dei facili “bersagli occidentali” per l’Isis e per altri militanti.

Nel marzo 2011 una coalizione internazionale guidata da Regno Unito e Francia ha affrontato le forze di Muhammar Gheddafi dopo che il regime aveva minacciato di attaccare città ribelle di Benghazi. Cameron annunciò che l’intervento era necessario per prevenire un massacro di civili, ma il nuovo documento afferma che, nonostante gli abusi sui diritti umani perpetuati per 40 anni, a Gheddafi non venivano riconosciuti degli attacchi ai civili in “larga scala”.

Cameron non ha risposto alle accuse, dicendo che era troppo occupato. Un portavoce del ministero degli esteri ha riferito che la decisione di intervenire in Libia fu presa internazionalmente e autorizzata dall’Onu.


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