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Hillary Clinton & Bill: ecco i segreti del loro conto in banca e della denuncia dei redditi

Hillary Clinton e il marito Bill Clinton hanno guadagnato 10,6 milioni di dollari nel 2015, un bel po’ di meno rispetto ai 28 milioni che la attuale candidata a presidente degli Usa e il marito ex presidente (1993-2001) avevano messo assieme fra gettoni per conferenze e consulenze di lui (6 milioni), diritti d’autore (3 milioni) e conferenze di lei l’anno prima, il 2014. Ma la politica costa cara e nel 2015 Hillary Clinton, con il sostegno di Bill, il vero animale politico della famiglia, aveva iniziato la lunga marcia verso la candidatura per il Partito Democratico americano a Presidente degli Stati Uniti.

Su quei redditi i Clinton hanno pagato il 34% di tasse nel 2015, 35% l’anno prima. Un sogno ed un contribuente italiano, ma al massimo delle aliquote che si possono pagare in America, molto ma molto di più della aliquota media per quel livello di reddito, appena il 26%. Ma i Clinton, in vista del feroce controllo cui sono sottoposti i candidati in America, hanno evitato qualsiasi passo falso, rinunciando a sfruttare tutte le opportunità di pagare meno tasse che il sistema fiscale americano offre e che da noi chiamano elusione.

Un prezzo salato, da un milione di dollari (il 10% di 10 milioni, la differenza fra le due aliquote) ma giustificato da un obiettivo ambizioso, diventare la prima donna più potente al mondo.

Un altro 10 per cento del loro reddito lo hanno devoluto in beneficenza, anche se in realtà i soldi   sono rimasti in famiglia. Sono andati alla Clinton Family Foundation, che dal 2001 serve per le attività caritatevoli  dei Clinton, fondamentale strumento di potere sotto tutte le latitudini. Questa fondazione va distinta dalla Clinton Foundation, in cui confluiscono tutti i finanziamenti politici e alla quale sono anche andati la metà dei 3,8 milioni elargiti dalla Clinton Family Foundation nel 2013.

La pubblicazione dei redditi  e  stata una mossa molto importante da parte dei Clinton nell’ambito della campagna elettorale, che ha spiazzato il rivale Donald Trump, miliardario in odor di tante cose, che finora ha fermamente rifiutato ogni informazione dettagliata e formale sul suo patrimonio.

Anche se non miliardari come Trump, i Clinton sono anni luce distanti da come si trovavano ai tempi dei loro esordi in Arkansas e anche quando hanno lasciato la Casa Bianca al termine del mandato di Bill Clinton, indebitati fino al collo, le risorse familiari dissanguate dalle spese legali per lo scandalo Lewinski.

La situazione letteralmente si ribaltò nel giro di pochi anni, grazie al prestigio e alla abilità di conferenziere di Bill Clinton (mezzo milione di dollari per un intervento.

La pubblicazione della denuncia dei redditi dei Clinton ha esposto i loro affari al controllo della opinione pubblica, in particolare per quanto riguarda le conferenze a pagamento tenute da Hillary Clinton dopo che ha lasciato la carica di Segretario di Stato americano e prima di lanciare la candidatura a presidente: 6 interventi, di cui 3 in Canada, per complessivi 1,5 milioni di dollari.

I due candidati, Clinton e Trump, hanno nei loro programmi elettorali opposti piani di riforma fiscale.

Se vincesse Trump, i guadagni da conferenze e diritti d’autore sarebbero tassati al 15% , cosa che per i Clinton comporterebbe un risparmio di un milione tondo tondo, se vincerà la Clinton, su tutti i redditi oltre i 5 milioni all’anno scatterà una aliquota addizionale di 4 punti.