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Hillary Clinton: “Ho perso per colpa dell’Fbi”. Altre proteste contro Trump

NEW YORK – Hillary Clinton dice di aver perso le elezioni americane per colpa dell’Fbi. L’ex candidata democratica ha infatti attribuito la sua sconfitta al direttore del Federal Bureau of investigation James Comey e in particolare alla sua seconda lettera al Congresso, ad appena tre giorni dal voto. E’ stata proprio quella lettera di “assoluzione”, ha sostenuto Hillary in una conference call con i maggiori contributori della sua campagna, ad aver fatto più danni ancora della prima, quella del 28 ottobre, quando Comey comunicò al Congresso la riapertura delle indagini sull’emailgate. Perché la seconda lettera ha ”motivato” gli elettori di Trump.

Migliaia di persone hanno intanto manifestato in diverse città degli Stati Uniti per la quarta notte consecutiva contro l’elezione di Donald Trump a presidente. A Portland, nonostante gli appelli alla calma del sindaco e della polizia, si sono verificati nuovi scontri con la polizia che ha sparato granate assordanti dopo il lancio di pietre e bottiglie da parte di un gruppo di manifestanti.

A New York la protesta è partita da Union Square, ha attraversato la Fifth Avenue ed è arrivata sotto la Trump Tower, dove è stata bloccata dalla polizia. Manifestazioni anche a Chicago, Los Angeles, San Francisco, Las Vegas. Le proteste sono organizzate all’insegna dello slogan “Not my President” (non è il mio Presidente) e si scagliano contro le politiche annunciate dal magnate, che l’8 novembre ha battuto la sfidante democratica Hillary Clinton. Tra le maggiori preoccupazioni dei dimostranti ci sono il rispetto dei diritti civili nel Paese e i piani sulla gestione dell’immigrazione illegale.

Intanto, la notte precedente a Portland un dimostrante è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco, mentre sfilava con altre centinaia di persone sul Morrison Bridge. Non è in pericolo di vita, ma la persona che lo ha colpito è ancora in libertà.