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Hillary Clinton sicura: “007 russi dietro hacker. Imbarazzante Trump”

WASHINGTON – Hillary Clinton è sicura: “Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno violato il sistema informatico del Comitato nazionale democratico e sappiamo che hanno fatto in modo di far circolare quelle email”.

La candidata democratica alla Casa Bianca punta direttamente il dito contro Mosca, in un’intervista a Fox News. E non manca di ricordare l’appello choc lanciato alcuni giorni fa dal suo rivale Donald Trump (“Spero che Mosca trovi le mail di Hillary”), definendolo “imbarazzante”.

“Sappiamo – ha infierito la Clinton – che Donald Trump ha mostrato una preoccupante tendenza a sostegno di Putin”.

Oggetto del furto sono 19.250 email con ottomila allegati del Comitato – successivamente pubblicate da WikiLeaks – che dimostrerebbero favoritismi da parte dei vertici del comitato verso Hillary Clinton e ai danni di Bernie Sanders. Sull’intrusione sono in corso verifiche dell’Fbi e del dipartimento di Giustizia federale.

Era stato lo stesso staff della candidata democratica per la presidenza a confermare che l’attacco ha toccato anche un sistema informatico collegato alla campagna della aspirante presidente, ma nell’ambito di una più vasta offensiva alla rete dei computer del comitato nazionale democratico.

La portavoce della campagna elettorale di Hillary, Nick Merrill, ha affermato inoltre che da verifiche condotte fino ad ora non sono emerse indicazioni che il sistema interno della campagna stessa sia stato compromesso, è tuttavia emerso che gli hacker sono arrivati al programma utilizzato per condurre analisi sull’elettorato che, sebbene non contenga informazioni precise di tipo personale o finanziario su elettori, sostenitori o finanziatori, rimane zeppo di indicazioni spesso utilizzate per costruire messaggi elettorali e contatti ad hoc.

Da parte sua l’Fbi ha confermato in una nota che sta esaminando segnalazioni di “cyber-intrusioni riguardanti diverse entità politiche” senza identificare i destinatari dell’attacco. E’ chiaro quindi che se le verifiche in corso mobilitano l’agenzia federale e il dipartimento di Giustizia è più concreto il sospetto che dietro l’azione di pirateria informatica possa esserci l’intelligence di paesi stranieri e la Russia in particolare.

Il dubbio riguarda ora un coinvolgimento dei rivali del fronte Trump o l’intenzione di Mosca di sabotare la corsa di Hillary per favorire quella del tycoon di New York verso la Casa Bianca. Tanto più che nei giorni scorsi proprio Trump ha deliberatamente invocato l’aiuto dei russi per scovare le 30mila e-mail scambiate da Hillary Clinton da segretario di Stato attraverso il suo server privato e che lei stessa ha ammesso di aver cancellato e non consegnato al dipartimento di Stato in quanto ritenute di interesse nullo per via dei contenuti strettamente personali.

Trump ha poi sottolineato che si trattava di una battuta, ma nella battaglia senza esclusioni di colpi ogni passo falso può risultare fatale.