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Rapporto su errori dipartimento di stato a Bengasi: la Clinton corre ai ripari

Hillary Clinton

WASHINGTON, STATI UNITI – L’indagine ha rilevato problemi ”seri e sistemici”. Cosi’ il segretario di Stato, Hillary Clinton, commenta i risultati dell’indagine indipendente sugli attacchi a Bengasi dell’11 settembre. La Clinton, in una lettera al Congresso, afferma di aver accettato tutte e ”29 le raccomandazioni” del rapporto e di voler assumere iniziative per correggere i problemi emersi.

La Clinton, nell’accettare le raccomandazioni dell’indagine indipendente sugli attacchi a Bengasi, ha ordinato ampie modifiche per rafforzare la sicurezza diplomatica americana oltreoceano. In seguito ai problemi rinvenuti, il dipartimento di stato sta chiedendo il permesso al Congresso per trasferire 1,3 miliardi di dollari di fondi che erano stati inizialmente destinati alla spesa in Iraq, inclusi 553 milioni di dollari, per l’invio di centinaia di Marines in piu’ per proteggere la le ambasciate.

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La Clinton ha dato ordine al Dipartimento di Stato di attuare le raccomandazioni, molte delle quali classificate e quindi non note, ”rapidamente e completamente”.

Sicurezza “molto inadeguata” quella al consolato di Bengasi che ha portato alla morte dell’ambasciatore Christopher Stevens di altri tre americani. I  risultati dell’indagine indipendente sugli attacchi puntano il dito contro il dipartimento guidato dalla Clinton, accusato di aver ignorato le richieste dell’ambasciata di Tripoli per una maggiore protezione e un miglioramento della sicurezza della missione diplomatica.

Il rapporto si spinge anche oltre: contraddicendo le informazioni diffuse inizialmente, afferma che non c’era alcuna protesta fuori dal consolato e che la responsabilità dell’incidente è solo dei terroristi che hanno attaccato la missione.

Il rapporto dell’Accountability Review Board critica il Dipartimento di Stato su più punti, dalla mancanza di personale di sicurezza specializzato all’essersi affidato a sicurezza locale non addestrata per la protezione del consolato. Ma anche per aver attesto segnali specifici di imminente attacco per agire invece di adattare le procedure di sicurezza e i protocolli al deteriorarsi della situazione.

”Fallimenti sistemici e la mancanza di leadership e management a livello senior fra due divisioni del Dipartimento di Stato si sono tradotti in una sicurezza molto inadeguata per Bengasi nel gestire l’attacco” si legge nel rapporto riportato dai media americani.

Le due divisioni del Dipartimento di Stato sotto accusa sono il Bureau per la sicurezza diplomatica e il Bureau degli affari del vicino oriente, fra i quali sembra esserci una mancanza di cooperazione e confusione su a chi spettasse la protezione di Bengasi. Nonostante i problemi rinvenuti, il rapporto stabilisce che nessun americano ha ignorato o violato i propri obblighi e, quindi, che non c’è’ bisogno – come si legge nelle raccomandazioni – dell’avvio di azioni disciplinari.

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