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Isis, Usa: “Benvenuti più sforzi da Italia in Libia”

WASHINGTON – Isis, un maggior impegno dell’Italia in Libia per combattere Daesh sarebbe benvenuto: a dirlo è il dipartimento di Stato americano, che vorrebbe truppe italiane e di altri Paesi europei per creare una forza locale di stabilizzazione dopo la formazione di un nuovo governo di unità nazionale, in modo da fronteggiare l’escalation della minaccia dell’Isis in Libia.

La stessa minaccia che sta facendo aumentare il pressing dei più alti consiglieri per la sicurezza nazionale americana sul presidente Barack Obama perché approvi l’uso della forza militare in Libia per aprire un nuovo fronte contro il Califfato, parallelamente agli sforzi diplomatici internazionali per il varo di un nuovo governo di unità nazionale.

Intanto il portavoce del dipartimento di Stato americano, John Kirby, sottolinea come gli Stati Uniti siano “grati all’Italia per il suo impegno” nel Paese nordafricano, lodando in particolare il ruolo svolto dai Carabinieri con il loro lavoro di addestramento dei militari libici. Ma afferma anche come “un maggiore impegno” del nostro Paese “sarebbe il benvenuto”.  “Gli Stati Uniti – ha assicurato – aumenteranno i loro sforzi, e vorremmo che anche gli altri Paesi facessero lo stesso. Ma la decisione spetta solo a loro”.

Obama intanto si appresta ad agire. “La Casa Bianca deve solo decidere”, ha dichiarato al New York Times un dirigente del dipartimento di Stato sotto anonimato, spiegando che “il caso è stato sviscerato praticamente da tutti i dipartimenti”.

Ma Obama, dopo aver incontrato giovedì scorso i suoi consiglieri per la sicurezza e i vertici del Pentagono, appare ancora titubante sul da farsi, preoccupato di imbarcarsi nell’ultimo anno del suo mandato in un’altra avventura militare in Libia dopo il disastroso vuoto creato dall’eliminazione di Gheddafi.

Nello stesso tempo, però, deve muoversi velocemente per prevenire il rischio della ramificazione dell’Isis alle porte dell’Europa, che potrebbe minacciare più direttamente anche cittadini ed interessi americani. Per questo il presidente americano ha sollecitato di aumentare gli sforzi per creare il nuovo governo libico mentre il Pentagono affina le sue opzioni, che comprendono attacchi aerei, raid con commando e consiglieri per le milizie libiche sul terreno, come stanno facendo ora le forze per le Operazioni Speciali nella Siria orientale. Escluso per ora l’uso di truppe su larga scala.

 

 


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