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Isis, Usa colpiscono drone iraniano pro-Assad in Siria

Isis, Usa colpiscono drone iraniano pro-Assad in Siria

Isis, Usa colpiscono drone iraniano pro-Assad in Siria

NEW YORK – Gli Stati Uniti tornano a colpire chi difende Bashar al Assad in Siria. L’aviazione statunitense ha abbattuto un drone iraniano alleato del regime Assad nel sud del Paese. Lo afferma la coalizione anti-Isis, sottolineando che il drone è stato abbattuto da un F-15E. “La coalizione ha detto chiaramente a tutte le parti che le dimostrazioni di intenti ostili e azioni delle forze pro-regime contro la coalizione e i suoi partner in Siria non saranno tollerate”, si legge in una nota.

Il drone iraniano è stato abbattuto nella notte, intorno alla mezzanotte e mezza, mentre avanzava “in modo ostile” contro le forze della coalizione, hanno fatto sapere gli Usa. L’incidente è avvenuto nella stessa area dove lo scorso giugno è stato abbattuto un altro drone.

“La presenza della coalizione in Siria è per l’imminente minaccia che l’Isis in Siria rappresenta a livello globale – si legge in una nota della coalizione -. La coalizione non cerca una battaglia con il regime siriano, con la Russia o con le forze pro-regime, ma non esiterà a difendere la coalizione e i suoi partner da ogni minaccia”.

Teheran ha iniziato la sua offensiva contro Isis in Siria, che si è fatta più forte dopo l’attentato compiuto da alcuni miliziani jihadisti nella capitale iraniana. “Il Corpo dei guardiani della Rivoluzione islamica risponderà con misure ancora più forti se l’Isis e altri gruppi terroristici oseranno attaccare nuovamente l’Iran”, ha fatto sapere il generale dei Pasdaran, Yadollah Javani, che è anche consigliere della Guida suprema dell’Iran, ayatollah Sayyed Ali Khamenei. “Se continueranno i loro atti diaboli – ha continuato Javani – i terroristi dovranno confrontarsi con risposte ancora più forti e con un maggior numero di missili”.

Il generale ha ricordato che l’attacco che, nei giorni scorsi, ha distrutto una base logistica dell’Isis in territorio siriano, è stato condotto in risposta agli attentati a Teheran del 7 giugno scorso. Sono stati utilizzati sei missili terra-terra ‘Zolfaqar’ e ‘Qiam’ ad alta precisione. In tal senso Javani ha sottolineato che “i Guardiani della Rivoluzione sono in possesso di un gran numero di tali missili che possono essere lanciati da piattaforme mobili in qualsiasi punto e colpire con margine di errore zero fino a 700 chilometri di distanza”.

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