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Kata Sarka: “Donald Trump nel 2013 in hotel…” FOTO

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Kata Sarka: "Donald Trump nel 2013 in hotel..." FOTO

Kata Sarka: “Donald Trump nel 2013 in hotel…” (foto Instagram)

WASHINGTON – Un nuovo scandalo s******e potrebbe colpire Donald Trump a pochi giorni dalla pubblicazione del dossier della golden shower. Una miss ungherese, Kata Sarka, ha raccontato che nel 2013, dopo un concorso di Miss Universo in Russia, l’attuale presidente americano l’avrebbe avvicinata e invitata nella sua camera d’hotel. Allora Trump era sposato già da 8 anni con Melania.

La modella, che adesso ha 30 anni, sostiene che Trump l’avrebbe presa per mano all’improvviso chiedendole il nome e invitandola da lui. La modella ha mostrato ai tabloid un biglietto da visita che Trump le consegnò allora.

Intanto gira voce che il primo summit di Donald Trump da presidente degli Usa potrebbe essere in Islanda con Vladimir Putin. Lo scrive oggi in grande evidenza il Sunday Times, secondo il quale Trump e il suo team lo hanno fatto sapere al governo britannico. La scelta di Reykjavik, altamente simbolica, è stata ispirata dall’incontro del 1986 tra Ronald Reagan e Mikhail Gorbachev. L’obiettivo, scrive il Sunday Times, è quello di ripristinare le relazioni con il Cremlino dopo anni di gelo: Trump, secondo le stesse fonti, inizierà a lavorare su un accordo per limitare le armi nucleari.

L’incontro, che Mosca “è pronta a concordare” si dovrebbe svolgere “al più presto”, “entro alcune settimane”. Un consigliere di Trump ha confermato la notizia al Times, spiegando che Reykjavik “è attivamente considerata” come luogo del faccia a faccia tra Trump e Putin. Il domenicale sottolinea tuttavia anche le forti preoccupazioni britanniche sull’apertura del presidente eletto a Mosca.

Una fonte dell’intelligence americana afferma che “la Cia e altre agenzie vedono Trump come una figura ostile” che è “con alta probabilità compromesso con la Russia”. Un’altra fonte, degli 007 di Sua Maestà, sostiene che “finché non avremo stabilito se Trump e il suo staff sono affidabili resteremo in disparte”. Sempre secondo il Times, l’intelligence britannica ha chiesto rassicurazioni alla Cia sulla tutela delle identità dei propri agenti operativi in Russia, che si teme possano essere rivelate “vista la vicinanza a Mosca dello staff di Trump”.

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