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Kerry a Hiroshima. “Ma Usa non si scusano per atomica”

HIROSHIMA  –  Il segretario di Stato americano, John Kerry, va in visita a Hiroshima, la città giapponese su cui vene sganciata la prima bomba nucleare mai utilizzata, durante la Seconda Guerra mondiale, proprio dagli Stati Uniti. Una visita storica, la prima di un segretario degli Esteri americano. Ma Kerry avverte: “Gli Stati Uniti non si scuseranno per aver usato l’atomica”. Un alto funzionario della delegazione statunitense ha spento voci e attese che durante la prima giornata del G7 dei ministri degli Esteri si erano rincorse in modo sempre più insistente.

Nella riunione dei capi delle diplomazie dei Sette Grandi, con la visione comune “sui tantissimi argomenti discussi”, come dirà a fine giornata il ministro Paolo Gentiloni, l’attenzione è stata catalizzata da Kerry, tranne l’imprevisto del tedesco Frank-Walter Steinmeier, giunto in serata a causa dello stop a Changsha, in Cina, per un guasto alla pompa del carburante dell’Airbus A340 governativo.

Per la prima volta, infatti, un segretario di Stato americano è a Hiroshima. Kerry deporrà fiori insieme agli altri colleghi (e sarà la prima volta anche per quelli di Francia e Gran Bretagna) al cenotafio che ricorda le vittime, risultando l’esponente di più alto grado di un’amministrazione in carica a fare un passo del genere. Al punto che il presidente Barack Obama potrebbe chiudere la sua avventura alla Casa Bianca con un altro gesto simbolico dopo l’accordo sul nucleare con l’Iran e il viaggio a Cuba, che nessun altro presidente in carica ha mai compiuto.

L’occasione sarebbe il summit del G7 del 26-27 maggio a Ise-Shima, non lontano da Hiroshima. A sondare la praticabilità della storica visita sarà molto probabilmente anche Kerry, soprattutto sul fronte interno, per capire le reazioni politiche nel mezzo della corsa alle nomination presidenziali.

Per Obama sarebbe l’occasione di chiudere il percorso avviato nel 2009, appena insediatosi, col famoso discorso di Praga sul mondo senza armi nucleari e l’auspicio dell’attuazione di un processo di disarmo a livello globale e la messa in sicurezza degli arsenali di distruzione di massa, che gli valse anche il premio Nobel per la Pace. Potrebbe chiudere il doppio mandato con uno storico appello dal luogo simbolo che più di ogni altro è un monito sul pericolo costituito dagli arsenali atomici.

Il più alto esponente politico americano in carica a visitare finora Hiroshima e a deporre fiori è stata la Speaker della Camera Nancy Pelosi, visibilmente commossa, nel G8 degli Speaker del 2008. L’arrivo di Obama alla Casa Bianca ha portato comunque un’inversione di rotta: John Roos, il primo ambasciatore da lui nominato a Tokyo, e poi il secondo, Caroline Kennedy, figlia del presidente Jfk, hanno preso parte alle cerimonie commemorative del 6 agosto nel Parco della Pace di Hiroshima.