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Kim Jong un: così Pechino provò a rovesciare il leader. Tutto nasce da lì

Kim Jong un: così Pechino provò a rovesciare il leader. Tutto nasce da lì
Kim Jong un: così Pechino provò a rovesciare il leader. Tutto nasce da lì

Kim Jong un: così Pechino provò a rovesciare il leader. Tutto nasce da lì

ROMA – Kim Jong un: così Pechino provò a rovesciare il leader. Tutto nasce da lì. In realtà il governo di Pyongyang fa la faccia feroce, armando missili con la bomba H, eseguendo test balistici, minacciando i cugini del sud e il Giappone, gli Usa e il mondo intero, insomma sceglie di giocare sul filo sottilissimo che ci separa da una catastrofe nucleare per ritorsione contro Pechino, suo unico e riluttante alleato.

Ritorsione e vendetta contro la Cina colpevole cinque anni fa di un tentativo, abortito, di “regime change”, il tentativo cioè di rovesciare l’inaffidabile Kim Jong un, di eliminarlo fisicamente e sostituirlo con il più malleabile fratellastro Kim Jong nam, quello che è stato ucciso all’aeroporto di Kuala Lumpur con una “carezza tossica” (due donne sono state arrestate per averlo avvelenato facendo scorrere sul suo viso le loro mani, sulle quali era stata applicata una potente tossina letale).

La storia, dal complotto concepito in Corea del Nord ad opera dello zio di Kim Jong un fino all’esibizione muscolare delle ultime ore, ha una data di inizio: il 21 agosto 2012, spiegano Guido Olimpio e Guido Santevecchi sul Corriere della Sera, Jang Sung-thaek, zio e tutore di Kim, si recò in visita ufficiale a Pechino dove rappresentò all’allora leader cinese Hu Jintao la possibilità di eliminare il pericoloso nipote.

Peccato che un funzionario cinese corrotto (faceva affari di sottobanco con Pyongyang) intercettò la conversazione passandola a Kim Jong un. Oggi si capisce perché tra i capi di imputazione a carico del funzionario condannato all’ergastolo ci fosse anche la “rivelazione di segreti di Stato”. Ora i missili di Kim minacciano Seul o Tokyo o Washington perché Pechino intenda. Tanto più che l’occhio della telecamera che trasmette le immagini a terra fissata sull’ultimo missile puntava decisamente a ovest, in territorio cinese.

La Corea del Nord ha programmato tre suoi esperimenti proprio in concomitanza con importanti appuntamenti internazionali in Cina. A marzo un missile mentre Xi riceveva il segretario di Stato americano Rex Tillerson. Il 14 maggio, mentre Xi ospitava leader e ministri, Pyongyang lanciò un missile nuovo che si innalzò per 2 mila km volando per mezz’ora. Un’altra semplice coincidenza? Ieri Xi inaugurava il vertice dei Brics (Brasile, India, Cina, Russia e Sud Africa) mentre nel poligono di Punggye-ri esplodeva una bomba nucleare. (Guido Olimpio e Guido Santevecchi, Corriere della Sera)

 

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