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Libia, governo a Tripoli. Ma le milizie ostili si ribellano

TRIPOLI  –   Milizie ostili, gruppi armati rivali, infiltrazioni dell’Isis, strade sbarrate e spari. Tripoli è nel caos e il consiglio presidenziale guidato dal premier designato Fayez al Sarraj sbarcato mercoledì nella capitale a bordo di una motovedetta libica partita da Sfax,  in Tunisia, si è dovuto asserragliare in una base navale viste le condizioni di sicurezza praticamente inesistenti.

Tra le minacce del governo non riconosciuto ma insediato da quasi due anni nella capitale, fazioni armate e militari della Marina libica fedeli a Misurata sono schierate a difesa dell’avamposto del nuovo governo.

L’arrivo all’aeroporto militare di Mitiga è stato impedito dalle autorità di Tripoli, che negli ultimi due giorni hanno chiuso a più riprese lo spazio aereo. “Nessuna forza straniera ha preso parte alla protezione del consiglio presidenziale libico nel suo arrivo a Tripoli”, ha sottolineato Abderrahman al-Tawil, responsabile del comitato temporaneo di sicurezza del governo di unità.

Una presa di posizione decisa, tesa a smentire le voci diffuse da fonti legate ai falchi libici, secondo le quali Sarraj si sarebbe imbarcato su navi militari occidentali.

E ancora: “Formazioni armate (legate al governo, ndr) presidiano la base navale e sono pronte a respingere ogni attacco”, ha aggiunto Tawil. Il timore è che le milizie legate al ‘premier’ di Tripoli Khalifa Ghwell, al presidente del Congresso di Tripoli (Gnc) Nouri Abusahmain e alla variegata galassia dei gruppi jihadisti passino dalle parole ai fatti.

Nella serata di mercoledì a Tripoli quasi tutti i negozi hanno chiuso i battenti. Nelle strade c’erano diverse milizie armate, tra cui quelle anti-Sarraj che starebbero preparando un’azione “congiunta”.

Alcuni gruppi armati hanno sparato dei colpi in aria con le anti-aeree montate sui pick-up per impedire ai sostenitori del governo di unità nazionale di radunarsi nei pressi della piazza dei Martiri, il ‘cuore’ di Tripoli. Ed è qui che i gruppi fedeli al governo Sarraj potrebbero decidere di lanciare nelle prossime ore l’offensiva per assicurare al governo la capacità di operare.

C’è il dispiegamento di milizie ostili. Sarraj dovrà mostrare equilibrio, aprire il dialogo e il confronto con gli oppositori. Ma soprattutto con il Parlamento di Tobruk, l’unico riconosciuto internazionalmente, che ha lasciato intendere che non ci sarà alcun passaggio di poteri fin quando il governo Sarraj non avrà luce verde in Aula.

(Foto Ansa)

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