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Libia, “ci sono 235mila migranti pronti a salpare per Italia”

NEW YORK – “Ci sono 235 mila migranti in Libia pronti a salpare per l’Italia. E lo faranno”. L’avvertimento arriva dal capo della missione Onu in Libia, Martin Kobler che in un’intervista al quotidiano la Stampa al termine del Consiglio di Sicurezza, spiega che è “cruciale ristabilire la sicurezza nel Paese”, per contrastare il fenomeno del traffico degli esseri umani che si intreccia con quello del terrorismo.

Parlando al Consiglio di Sicurezza Kobler ha chiesto la necessità di avviare un dialogo tra il Consiglio di presidenza del governo di riconciliazione libico di Tripoli e il parlamento di Tobruk, “per uscire da questo vicolo cieco”. La via tracciata dal diplomatico è quella di “dare vita ad un governo di riconciliazione nazionale composto per il 35 per cento da giovani e donne”.

Kobler ha aggiornato il Consiglio di Sicurezza dopo le ultime vicende che hanno visto l’autoproclamato esercito libico del generale Khalifa Haftar conquistare parte delle infrastrutture della Mezzaluna petrolifera, in precedenza sotto il controllo delle milizie del governo di accordo nazionale di Tripoli. Per Kobler la situazione “è preoccupante” e questi sviluppi ostacoleranno ulteriormente le esportazioni di petrolio, privando la Libia della sua unica fonte di reddito che andrà ad acuire la divisione del paese. Secondo il diplomatico Onu quanto sta accadendo “deve terminare”. Infatti, le “risorse naturali libiche appartengono a tutti i libici” e per Kobler devono “essere protette ed esportate legalmente sotto l’autorità del Consiglio di presidenza” e in caso contrario “i cittadini della Libia pagheranno il prezzo” di questa situazione.

“Ho contattato Haftar e sono pronto ad incontrarlo – ha aggiunto – per trovare una soluzione che consenta di formare un esercito unitario, per combattere tutti insieme i terroristi e proteggere il petrolio”, ha aggiunto.

L’inviato Onu ha quindi espresso apprezzamento per la prossima missione umanitaria italiana a Misurata. “Roma sta svolgendo un ruolo cruciale e importante”, ha affermato, dicendosi “sicuro” che tutte le iniziative prese per alleviare le condizioni del popolo libico, rinforzare le forniture mediche e creare ospedali da campo, “verranno prese con grande simpatia dalla gente”.

EGITTO, FERMATI 440 SU BARCONI – Intanto dall’Egitto, il portavoce militare Mohamed Samir, fa sapere che “le forze navali hanno fermato 440 persone a bordo di due barconi mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo, durante la Festa del sacrificio (Eid al-Adha)”. Samir sulla sua pagina Facebook ha precisato che “una nave da pesca con 198 migranti di varie nazionalità è stata localizzata a nord della città di Burullus nel governatorato di Kafr el-Sheikh” mentre “altri 242 migranti a bordo di un secondo battello sono stati fermati a nord della città di Raas Al-Hekma”. Sami ha aggiunto che “è stato ordinato dal comandante generale delle forze armate il dispiegamento di unità delle forze navali per pattugliare e proteggere le coste”.