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Libia, Italia pronta a raid anti-Isis con gli Usa dopo il 29

Libia, Renzi pronto a schierare gli aerei. Il 29 gennaio nuovo governo libico e Isis aumenta la minaccia: il patto con gli Usa per l'intervento militare

ROMA – Libia nella morsa Isis, lo Stato Islamico da esportazione in nord-Africa è diventato una minaccia attuale, l’arroccamento a Sirte è il preludio per farla diventare la Raqqa (Iraq) sulle sponde del Mediterraneo: per questo si avvicina il momento di un intervento militare che, per la prima volta, coinvolgerà anche l’Italia. Tanto più che il governo algerino ha lanciato l’allarme sui migranti marocchini che in gran numero hanno attraversato recentemente l’Algeria per recarsi in Libia: l’Isis in Libia recentemente ha lanciato numerosi appelli ai musulmani ad unirsi ai jihadisti e sono molti i marocchini che si sono uniti allo Stato islamico.

Finora prudente sulla necessità di utilizzare i caccia italiani, con l’accordo che il 29 gennaio dovrebbe dare un governo libico di Fayez Sarraj nato dalla mediazione Onu, Matteo Renzi ha accettato di sostenere azioni militari di concerto con gli americani. Sarà la risposta a una richiesta precisa di una entità statuale finalmente riconosciuta a livello internazionale. Secondo Vincenzo Nigro di Repubblica si stanno realizzando tutte le condizioni per un attacco concordato in un patto militare raggiunto tra Usa e Italia.

«Ogni azione degli americani è concordata con noi». La sintesi che arriva da Palazzo Chigi dopo la notizia dell’accelerazione dei piani d’attacco Usa in Libia svela la sostanza del “patto”. «L’Italia è pronta ad azioni militari: se sarà necessario, agiremo con i nostri alleati, su richiesta del governo di Tripoli e nel quadro dettato dalle risoluzioni dell’Onu».

Per la prima volta, arriva la conferma a quello che ormai trapelava da troppi segnali convergenti. Il livello di minaccia militare dell’Is in Libia ha raggiunto una pericolosità insostenibile, tanto da spingere il premier Renzi a lasciarsi le mani libere per diversi scenari. Vogliamo seguire una road map che è chiara, è nota a tutti ed è ragionevole, dicono fonti vicine al presidente del Consiglio, e che potrebbe dunque concretizzarsi nel giro di due, tre settimane. È una linea perfettamente concordata con gli Stati Uniti, che gli altri alleati conoscono perfettamente.  (Vincenzo Nigro, La Repubblica).