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Migranti, Minniti incontra sindaci libici: “Contro trafficanti via l’embargo e dateci strade e desalinizzatori”

Migranti, Minniti incontra sindaci libici: "Contro trafficanti via l'embargo e dateci strade e desalinizzatori"

Migranti, Minniti incontra sindaci libici: “Contro trafficanti via l’embargo e dateci strade e desalinizzatori”

TRIPOLI – Un “patto”, uno scambio: smettente di tollerare il traffico di esseri umani e noi sosterremo i vostri progetti di sviluppo economico. E’ quanto il ministro dell’Interno Marco Minniti è andato a proporre a un gruppo di sindaci libici a Tripoli dove il premier Fayez Al Sarraj, per parte sua, gli ha garantito che la Libia farà tutto il possibile per arginare un flusso di disperati che proprio in queste ore sta vivendo una nuova ondata da oltre 10 mila persone in tre giorni. I 13 sindaci delle principali città della costa interessate dal traffico, come Zuwara, Sabratha e Sebha, hanno chiesto desalinizzatori, spazzatrici, celle frigorifere, ristrutturazioni di strade e ospedali.

“Oggi noi abbiamo un’opportunità molto importante”, ha spiegato loro Minniti. Quella di “liberarci dal flagello dei trafficanti di esseri umani e costruire una prospettiva di futuro per i vostri figli”. All’incontro c’erano anche cinque ministri del governo del premier Fayez Al Sarraj, la cui presenza ha contribuito a dare maggior peso politico istituzionale al patto.

Tanto che il titolare del Viminale, appena rientrato in Italia, ha visto il premier Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi per fare il punto della situazione. “E molto importante che dall’altra parte del Mediterraneo arrivino i progetti” e non “i trafficanti di esseri umani”, ha sottolineato Minniti spiegando il senso dell’iniziativa che punta a creare fonti di reddito con cui convincere i libici a non lavorare per i trafficanti senza puntare solo sull’argine mobile affidato ai militari su motovedette o aerei. I sindaci hanno mostrato di apprezzare quella che è stata definita una “opportunità storica per presentare progetti di sviluppo” di cui al momento è difficile valutare l’entità.

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“I trafficanti di esseri umani sono forse più potenti della vostra mafia – hanno detto i libici alla delegazione italiana – Anche noi siamo delle vittime. L’unico modo per poterli contrastare è togliendo l’embargo, permettendoci di rifornirci di armi pesanti da utilizzare sia a terra che a mare. Inoltre abbiamo bisogno di avere assetti navali che vengano sostenuti da voi italiani, altrimenti non riusciremo a superare il gap della capacità militare di questi criminali”. Il Governo di unità nazionale ha già inoltrato richiesta all’Onu ed è in attesa di risposta.

Chiedono che sia tolto l’embargo anche per gli apparati di sicurezza, compresa la Guardia costiera, che ora è disarmata. Ma nonostante il sicuro veto della Russia, qualche possibilità esiste, quantomeno per alcuni Corpi che dipendono direttamente dal governo riconosciuto da New York. In attesa i sindaci libici hanno avanzato le loro richiste. Uno dei sindaci ha realizzato un masterplan per la riqualificazione della costa, almeno per il turismo interno, attraverso un impianto di depurazione.

All’incontro ha partecipato anche il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che ha presentato ai sindaci un programma in cui “grandi città italiane” forniranno “strumenti per l’ammodernamento dell’apparato amministrativo e della gestione delle istituzioni libiche locali”. A questo fine, ha annunciato il sindaco di Bari, “l’Anci chiederà prima di tutto alle Città metropolitane di gemellarsi” con centri libici. Il premier Sarraj, incontrando Minniti, ha garantito che “la Libia farà tutto ciò che può per lavorare con l’Italia al fine di sconfiggere i trafficanti di esseri umani e alleggerire la pressione sulle coste italiane”.

In effetti si è passati da cifre insignificanti a circa 10 mila migranti salvati (e arrestati) negli ultimi due mesi dalla Guardia costiera libica che continua a accusare alcune ong di essere in contatto con i trafficanti per aggirare i suoi interventi. Nonostante questa attività (altri 140 salvati nelle ultime ore), l’impatto sull’Italia è forte: solo mercoledì sono stati salvati circa 4.100 migranti in 20 operazioni e si attende per le prossime ore un’ondata di oltre 7.300 disperati a bordo di dieci navi in rotta verso porti italiani in Calabria, Puglia, Sicilia e Campania. Il tutto dopo che nei prime sei mesi dell’anno vi sono stati 85 mila arrivi, in aumento dell’21% rispetto allo stesso periodo 2016 secondo dati Frontex appena pubblicati.

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