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Netanyahu contro Ban Ki-Moon: “Incoraggia il terrorismo”

Il segretario generale dell'Onu aveva detto: "E' nella natura umana per i popoli oppressi reagire all'occupazione"

TEL AVIV – “I commenti del segretario generale dell’Onu incoraggiano il terrorismo”. Così il premier israeliano Benyamin Netanyahu è andato all’attacco di Ban Ki moon, dopo le dure parole pronunciate da quest’ultimo dinanzi al Consiglio di sicurezza. Parlando della frustrazione dei palestinesi per l’occupazione israeliana, Ban aveva affermato: “E’ nella natura umana per i popoli oppressi reagire all’occupazione”.

“Non c’è giustificazione – ha detto Netanyahu – per il terrorismo. Gli assassini palestinesi non vogliono costruire una nazione: vogliono distruggere una nazione e lo dicono apertamente. Non uccidono per la pace e non uccidono per i diritti umani”.

Oggetto della discordia è stata l’approvazione da parte del ministero della Difesa israeliano alla costruzione di 153 case per coloni in Cisgiordania. Nel giro di poche ore è giunta la dura reazione dal Palazzo di Vetro. Le attività di colonizzazione, ha detto per l’ennesima volta il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, sono ”un affronto per il popolo palestinese e per la comunità internazionale”. Anche perché si corre il rischio ”che la opzione dei due Stati svanisca per sempre”. Parole che hanno a loro volta innescato l’ira del premier Netanyahu: “I commenti del segretario generale dell’Onu – ha detto – incoraggiano il terrorismo”.

Un duro botta e risposta mentre sul terreno le violenze proseguono a ritmo quotidiano. Martedì 26 gennaio in un cimitero di Gerusalemme è stata sepolta Shlomit Kriegman, una israeliana di 23 anni ferita in modo grave proprio lunedì nell’insediamento di Beit Horon, a nord di Gerusalemme, e deceduta il giorno dopo in ospedale. I suoi due assalitori palestinesi erano stati uccisi ieri sul posto da una guardia civile.

La decisione di costruire nuovi alloggi in Cisgiordania ha avuto scarsa eco nei media israeliani. Ma ha destato attenzione internazionale perché giunge a pochi giorni dal tentativo di un gruppo di coloni (appoggiati dal Likud, il maggior partito di governo) di insediarsi a Hebron (Cisgiordania) in due edifici, asseritamente acquistati, ma ancora privi dei necessari permessi governativi; e dopo che il ministro della difesa ha qualificato come terre demaniali un’ampia zona a sud della città cisgiordana di Gerico.

Anche per questo c’è stata la dura reazione di Ban Ki-moon,  che si è detto ”profondamente preoccupato” per la nuova iniziativa israeliana, e ha anche espresso ansia per altri episodi, fra cui il lancio di razzi da Gaza verso Israele e la propaganda esasperata di alcuni media palestinesi che li accompagna e secondo Israele alimenta l’intifada nei Territori.

Sempre lunedì intanto due giovani palestinesi armati sono penetrati nella colonia di Beit Horon e hanno fatto irruzione in un emporio seminando il panico fra gli avventori. Prima di essere sopraffatti hanno ferito a morte la Kriegman e ferito alla testa anche un’altra donna. E’ il terzo attentato condotto questo mese da palestinesi infiltratisi all’interno di colonie e dunque oggi Netanyahu ha ordinato all’esercito di accrescere le protezioni fisiche negli insediamenti. Un analogo appello è giunto dal leader della opposizione laburista, Isaac Herzog.

”Per proteggere vite umane, occorre dotare le colonie di reticolati elettrificati, che segnalino per tempo la presenza di infiltrati”. Ma fra i coloni questa politica viene respinta con sdegno. Come ha spiegato di recente una ideologa del movimento dei coloni, Daniela Weiss, ai coloni ripugna il concetto di vivere chiusi entro reticolati. ”Sarebbe come tornare in un ghetto” ha esclamato.