Blitz quotidiano
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Nord Corea, lanciato missile balistico nel Mar del Giappone

PYONGYANG  – Ennesima provocazione della Nord Corea: giovedì sera ora italiana un missile balistico è stato lanciato dalle autorità di Pyongyang ed è caduto in mare, al largo della costa est del Paese.  Il razzo, presumibilmente di tipo Rodong, viaggiava ad una velocità di circa 800 km orari.

Il nuovo lancio appare una sorta di sfida all’Occidente, con continue minacce e provocazioni. Meno di tre giorni fa il regime di Kim Jong-un aveva affermato che avrebbe condotto a breve un test con una testata nucleare, in barba alle sanzioni approvate lo scorso 2 marzo dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in seguito al test nucleare e il lancio di un razzo da parte di Pyongyang, rispettivamente il 6 gennaio e il 7 febbraio scorsi.

Una vera e propria escalation, al punto che mercoledì il presidente americano Barack Obama aveva firmato un ordine esecutivo che impone robuste sanzioni contro la Nord Corea.

Secondo il dipartimento di Stato il provvedimento blocca gli eventuali beni del governo e del partito dei lavoratori negli Stati Uniti e proibisce una serie di transazioni.

Un clima sempre più rovente che mercoledì ha anche registrato la condanna, da parte della Corte Suprema nordcoreana, di Otto Warmbier, cittadino americano e studente di 21 anni della University of Virginia, a 15 anni di lavori forzati perché riconosciuto colpevole di “atti ostili” contro lo Stato.

I media della Corea del Nord annunciarono il suo arresto il 22 gennaio a causa dell’ingresso “in veste di turista con lo scopo di condurre attività criminali contro lo Stato e con la tacita connivenza del governo Usa e sotto la sua manipolazione”.

Intanto Unione europea e Giappone hanno sottoposto una nuova risoluzione congiunta contro il regime del Nord al panel sui diritti umani dell’Onu che vuole favorire l’individuazione dei “singoli” responsabili dei ripetuti abusi, senza escludere lo stesso leader Kim Jong-un.

Nel mezzo delle minacce di altri test nucleari e missilistici malgrado le rafforzate sanzioni varate di recente dal Consiglio di Sicurezza, l’iniziativa dovrebbe essere adottata entro il 24 marzo, ultimo giorno dei lavori della sessione del Consiglio Onu sui diritti umani in corso a Ginevra, puntando al lancio di un pool di esperti per segnalare i singoli che all’interno del regime saranno perseguibili per le violazioni.