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Pakistan contro l’Afghanistan: “Abbiamo prove di azioni terroristiche”

Pakistan contro l'Afghanistan: "Abbiamo prove di azioni terroristiche"

Pakistan contro l’Afghanistan: “Abbiamo prove di azioni terroristiche”

ROMA – L’esercito pakistano “ha immagini satellitari e report che dimostrano il coinvolgimento dell’Afghanistan” in azioni terroristiche transfrontaliere e infiltrazioni di militanti afghani in Pakistan.

“Le immagini satellitari mostrano che la zona di frontiera afgana di Parchow, nel quartiere di Nangarhar, era stata utilizzata dai gruppi Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), Khalid Sajna e Daesh per addestrare i militanti”, ha riferito il tenente colonnello Haroon alla stampa.

“Il suolo dell’Afghanistan è stato utilizzato anche contro obiettivi in Pakistan”, ha aggiunto Haroon, sostenendo di “avere prova fotografica che il comandante TTP Abdul Wali, risiede nel quartiere di Nangarhar e da Parchow, dirige azioni terroristiche.

Sottolineando la necessità di un’efficace gestione delle frontiere mirata a garantire la pace in Pakistan, ha assicurato: “Non permetteremo mai che il suolo pakistano sia utilizzato per destabilizzare l’Afghanistan”, riporta The Tribune Express.

Sul lato pakistano ci sono circa 205 posti di controllo mentre l’Afghanistan ne ha solo 133, ha precisato Haroon e aggiunto che il Pakistan ha messo a punto un meccanismo per fermare l’attraversamento illegale del confine e deciso di costruire 433 piccole e grandi fortificazioni di sicurezza sul lato pakistano di Fata, su sette agenzie.

Saranno realizzati circa 35 fortini a Malakand, 54 a Bajaur e 55 a nord, mentre 77 sono in costruzione in diverse parti delle sette agenzie accanto al confine afgano e chiesto al governo afghano di procedere nello stesso modo.

Chiedendo alle agenzie di aiuti di estendere la propria presenza a Fata, specialmente nel Waziristan settentrionale, Haroon ha dichiarato: “Oltre all’operazione militare, abbiamo anche migliorato il livello di vita dell’agenzia, rivoluzionato il settore dell’istruzione e offerto pari opportunità alle donne. Ora nell’agenzia, operano anche tutte le organizzazioni non governative internazionali e le Agenzie delle Nazioni Unite”.

Il traffico commerciale di Ghulam Khan e il contrabbando dal lato afgano, rappresentavano il 50% del sostentamento e i talebani generavano il 20% delle entrate nel nord del Waziristan, “ma ora che il percorso commerciale è stato chiuso e i talebani espulsi, i residenti dell’agenzia stanno vivendo con il 30% delle risorse “, ha affermato Haroon, aggiungendo che inizialmente era stato deciso di riaprire in tempi brevi il confine con l’Afghanistan.

Il 94% degli sfollati interni è stato rimpatriato nelle rispettive agenzie e gli sfollati nella provincia afghana di Khost rientreranno dopo la festa del Eid al-Fitr e “lo screening è già in corso”, aggiunge Haroon.

“Il processo di rimpatrio della tribù di Wazir, emigrata dall’Afghanistan, nel mese santo del Ramadan è stato completamente fermato e riavviato dopo il quinto giorno di Eid al-Fitr. Dal 2001 al 2008, i talebani controllavano il 23% di Fata e il governo il 62% mentre, nel corso di questi anni, il 15% è stato impugnato dai militanti. Il governo, in questi anni, ha avviato 177 importanti operazioni e 266 minori”.

“Attraverso seri impegni militari a Fata e operazioni nel Nord, la potenza delle forze talebane è stata distrutta; sono stati uccisi circa 2.872 militanti, 972 feriti e distrutti 321 rifugi con l’aiuto di interventi mirati della Pakistan Air Force”, ha dichiarato Haroon.

“Le persone possono muoversi liberamente nell’agenzia anche di notte, grazie alle operazioni militari svolte negli anni, contro estremisti e militanti” ha concluso il tenente colonnello.

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