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Papa Luciani, svelato il mistero della sua morte. Ecco cosa l’ha ucciso

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Papa Luciani, svelato il mistero della sua morte. Ecco cosa l’ha ucciso (Foto Ansa)

ROMA – Sono stati pubblicati i documenti secretati sulla morte di papa Luciani, il papa dei 33 giorni. La sua morte misteriosa dopo uno dei pontificati più brevi della storia della Chiesa fece gridare al complotto. A trentanove anni dalla morte di papa Giovanni Paolo I alcune risposte al mistero arrivano grazie alla desecretazione vaticana dei referti medici relativi allo stato di salute del pontefice veneto.

Papa Luciani, emerge da questi documenti visionati da Franca Giansoldati del Messaggero, non fu avvelenato da nessuno, non venne picchiato e non fu oggetto di complotti, ma venne stroncato da un infarto a 66 anni.

I documenti sanitari del pontefice sono stati pubblicati in un libro curato dalla vice postulatrice della causa di beatificazione, Stefania Falasca (Papa Luciani, edizioni Piemme). Cinque volumi che comprendono cartelle cliniche e ricette dei farmaci prescritti, fino al certificato di morte.

A far sorgere dubbi e sospetti era stata la decisione del Vaticano di non sottoporre ad autopsia il corpo di Luciani. Nacquero così le prime leggende su presunti complotti, alimentati anche da bugie inutili quanto dannose, come quella secondo cui sarebbe stato il segretario del Papa, padre Magee, a trovarlo morto, e non, come era accaduto, suo Vincenza Taffarel, che da tempo accudiva Luciani.

Un’altra bugia, ricorda Giansoldati sul Messaggero, riguarda quel che il Papa stava leggendo: degli appunti per l’udienza generale del giorno successivo.

Scrive la vaticanista del quotidiano romano:

Anche in questo caso dal Palazzo Apostolico partì il tam tam che Papa Luciani era morto leggendo Le imitazioni di Cristo. Il giallo della morte si è così amplificato. (…)  La pubblicazione integrale dei documenti medici dissipano ogni ombra.

Il dottor Renato Buzzonetti, medico vaticano assieme al dottor Da Ros, medico curante a Venezia di Luciani, certificarono la morte «rappresentata da malattia cardiovascolare. Cardiopatia ischemica da aterosclerosi coronarica». In famiglia vi era familiarità a questa patologia, vi era stato, tre anni prima, un «pregresso spasmo o tromboembolia della arteria centrale della retina dell’occhio sinistro» che necessitò di un ricovero ospedaliero dell’allora cardinale Luciani a Mestre, infine l’uso di Gratusmidal, un medicinale che contiene dosi di strofanto, un cardiocinetico. Dai referti emerge che la sera della morte, attorno alle 19,30, il Papa ebbe un dolore protratto per oltre cinque minuti localizzato nella regione sternale. Si verifico mentre era seduto per la recita della compieta con il segretario, padre Magee. «Il Papa portò ripetutamente la mano sul petto, il dolore era abbastanza forte, ma era un disturbo che il Santo Padre aveva già sperimentato in precedenti occasioni e che interpretava come di natura reumatica». Un sintomo al quale nessuno vi prestò attenzione.

 

 

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