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Pentagono: “Stop minacce o regime Corea del Nord finirà”. La Cina: “Basta provocazioni reciproche”

Kim Jong un (Ansa)

Kim Jong un (Ansa)

WASHINGTON – “Stiamo lavorando a una soluzione diplomatica” per risolvere la crisi con la Corea del Nord. A dirlo è il capo del Pentagono, James Mattis, aggiungendo però che Pyongyang ”perderebbe” qualunque conflitto se venisse iniziato.

Mattis rincara la dose aggiungendo che il regime di Kim Jong-un è a rischio “distruzione”: “La Corea del Nord – ha detto il segretario di Stato alla Difesa – dovrebbe mettere fine alle azioni che potrebbero portare a una fine del suo regime e alla distruzione della sua gente”. Le parole del capo del Pentagono fanno seguito a quelle di Trump che aveva apertamente minacciato il paese asiatico dicendo che “se Pyongyang continuerà con l’escalation della minaccia nucleare la risposta americana sarà fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto”

Ma la voce grossa di Washington sembra non spaventare il regime di Pyongyang che starebbe “considerando” un piano per colpire il territorio statunitense di Guam, l’isola base aeronavale Usa situata nell’arcipelago delle Marianne nel mar delle Filippine. A riferirlo sarebbero i media internazionali. Un portavoce di Pyongyang invece nega e accusa gli Usa di manovre militari nella zona.

La Cina intanto risponde ai toni usati da Donald Trump e la sua minaccia di “fuoco e furia”, mettendo in guardia dai rischi della retorica a causa dell’attuale situazione “altamente complicata e sensibile”.

“Ci auguriamo che tutte le parti rilevanti parlino con cautela e si muovano con prudenza, evitando – recita una nota del ministero degli Esteri – di provocarsi a vicenda e un’ulteriore escalation della tensione, battendosi per il ritorno quanto prima possibile al corretto binario del dialogo e dei negoziati”.

Quel che è certo è che l’amministrazione Trump resta in queste ore divisa sull’approccio da adottare nei confronti della Corea del Nord. Lo scrive il New York Times, spiegando come da una parte ci sono i ‘falchi’ James Mattis e H.R.McMaster, rispettivamente capo del Pentagono e consigliere per la sicurezza nazionale, favorevoli a una risposta forte verso la minaccia rappresentata dal regime di Pyongyang. Dall’altra c’è invece Steve Bannon, consigliere strategico di Trump, che preme sul presidente perché non dia troppa importanza alle provocazioni di Kim Jong-un e si concentri piuttosto sui rapporti con la Cina.

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