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Rohani incontra il Papa. “Preghi per me”, “Spero nella pace”

Rohani, capo della più grande nazione sciita del mondo, ricevuto in Vaticano da Papa Francesco in occasione della visita in Italia. Ripreso il filo diplomatico interrotto con l'Iran dopo lo storico disgelo con gli Usa e la fine delle sanzioni

ROMA – Rohani Hassan, il presidente iraniano, è arrivato in Vaticano dove è stato ricevuto da Papa Francesco. Rohani è il secondo presidente iraniano a varcare il portone di Bronzo, dopo la vista di Mohammad Khatami a Giovanni Paolo II nel 1999. Il Pontefice ha ricevuto il presidente della più grande nazione islamica di fede sciita in udienza privata, il momento più atteso della seconda giornata del suo viaggio in Italia.

Un incontro di grande significato politico-economico oltre che religioso, nel momento che l’Iran torna nel concerto delle nazioni dopo un embargo di tre decenni con l’approvazione dell’accordo voluto dagli Usa, fine delle sanzioni in cambio dello stop iraniano a continuare il programma nucleare non civile. Un cambiamento di scenario in Medio Oriente che restituisce a Teheran un ruolo di protagonista nell’area, soprattutto in chiave anti fondamentalista (di marca prettamente sunnita). Prima Rouhani è intervenuto al business forum Italia-Iran, dove ha parlato anche di tolleranza religiosa: “Il Corano invita i musulmani a difendere chiese e sinagoghe”.

“Spero nella pace”, sono le parole con cui il Pontefice ha accolto Rohani nei 40 minuti del colloquio privato. Il presidente era accompagnato da un seguito di dodici persone, tra le quali una sola donna, la traduttrice. Ad affiancare il Papa un sacerdote che faceva da traduttore. Il Papa parlava in italiano e il presidente Rohani in farsi. Rohani ha regalato al Papa un tappeto fatto a mano e proveniente dalla città di Qom e un libro con miniature. Congedandosi, il presidente iraniano ha chiesto al Papa “di pregare per me”.

Il Papa ha invece donato al presidente il medaglione di San Martino. “E’ una figura di Martino che taglia il mantello – ha detto il Papa, secondo quanto riferito dai presenti – per coprire il povero. E’ un segno di fratellanza gratuita”. In dono dal Papa a Rohani anche la Laudato Sì, in inglese e in arabo, in quanto non c’è l’edizione in farsi.