Blitz quotidiano
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Russia si prepara alla guerra? Esercitazioni, rifugi nucleari e scorte di cibo

MOSCA – La Russia si prepara ad una guerra? Quel che è certo è che a Mosca è stata lanciata una raccolta fondi per costruire un rifugio anti-atomico, mentre a San Pietroburgo il governatore ha ordinato di accumulare riserve di grano tali da assicurare ad ogni cittadino 300 grammi di pane al dì per 20 giorni, riferisce da Mosca il corrispondente del Corriere della Sera Fabrizio Dragosei. E la settimana scorsa in scuole, uffici e fabbriche di tutto il Paese ci sono state speciali esercitazioni della Protezione civile per eventuali attacchi o bombardamenti.

Ma non finisce qui: perché nei giorni scorsi il Cremlino avrebbe “raccomandato” (ma in maniera molto persuasiva) ai funzionari dell’amministrazione presidenziale e regionale e ai deputati del Parlamento russo di far “rientrare subito” in patria tutti i parenti che ora si trovano all’estero. Secondo quanto ha scritto la testata online Znak.com, cinque fonti diverse hanno confermato che la richiesta informale è venuta “dall’amministrazione presidenziale”.

La “raccomandazione” vale anche per i dipendenti delle aziende di Stato: chi si trova all’estero per motivi di studio non potrebbe nemmeno terminare l’anno o i corsi. Stando alle fonti di Znak.com chi non eseguirà l’ordine del Cremlino subirà limitazioni nella carriera all’interno del settore pubblico, con il blocco delle promozioni o degli scatti.

A questa mobilitazione in patria si aggiunge quella oltre i confini nazionali. La settimana scorsa Mosca ha spostato dei missili Iskander-M nella sua enclave baltica di Kaliningrad. Una esercitazione di routine, secondo il ministro della Difesa, Igor Konashenkov, che ha anche detto che uno dei missili è stato volutamente esposto alla vista di un satellite spia americano. Nel Pacifico sono stati mobilitati bombardieri pesanti per sorvolare il triangolo Hawaii-Guam-Giappone, una zona dove l’aviazione statunitense è molto attiva. Preparativi in vista di un attacco?

Se da Mosca ridimensionano il tutto, l’Occidente pare sempre più preoccupato, forse anche per la propaganda anti-russa condotta da Washington, a cui non piace che Vladimir Putin si comporti come leader di una potenza dello stesso livello degli Stati Uniti, e agisca in Medio Oriente con la stessa determinazione con cui per anni gli Stati Uniti hanno agito nella stessa zona.

I più preoccupati sono la Polonia e la Lituania, ex satelliti sovietici. Ma la stessa cancelliera tedesca Angela Merkel ha parlato di nuove sanzioni alla Russia, la cui economia è già stremata dalle sanzioni messe in atto dopo l’annessione della Crimea, mentre Francia, Regno Unito e Stati Uniti hanno parlato di crimini di guerra commessi ad Aleppo e hanno chiesto l’incriminazione della Federazione. In un clima simile la reazione di Mosca non pare poi tanto sproporzionata.


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