Politica Mondo

Russiagate, perché Trump teme Putin? Ex capo della Cia: “Americani in pericolo”

trump-putin

Vladimir Putin e Donald Trump, cosa c’è scritto nel Russiagate? (foto Ansa)

WASHINGTON – Durissimo attacco degli ex vertici della servizi segreti al presidente americano Donald Trump: “Per qualche ragione il presidente Trump appare intimidito da Putin, impaurito da quello che potrebbe dire o che potrebbe venir fuori sulle indagini” del Russiagate. Lo afferma l’ex numero uno della Cia, John Brennan, sottolineando come le parole del tycoon “dimostrano al presidente russo che può essere condizionato se ci si appella al suo ego e si punta sulle sue insicurezze. Questo è molto, molto inquietante, un pericolo per la sicurezza nazionale”.

Ira degli ex responsabili dell’intelligence contro Trump che li ha definiti ‘manipolatori politici’. “Il fatto che il presidente creda più alle parole di Putin che a quelle della comunità dell’intelligence è immorale”, ha affermato l’ex numero uno degli 007 Usa James Clapper. “Il presidente dovrebbe vergognarsi”, aggiunge Brennan.

“E’ sconcertante che il presidente Trump non abbia richiamato il presidente russo Putin per aver interferito sulle elezioni Usa”, ha detto Clapper intervistato dalla Cnn, sottolineando come “Putin è impegnato a minare il nostro sistema, la nostra democrazia e l’intero processo che fa funzionare il nostro Paese”. “Cercare di dipingere Putin in un’altra maniera è sorprendente e mette il nostro Paese a rischio”, ha concluso Clapper.

“Le probabilità che la Russia persegua interessi comuni con gli Usa, sulla Siria come sulla Corea del Nord, sono pochissime se non nulle”: lo afferma ancora Clapper, commentando le parole di Donald Trump, secondo cui Mosca può dare un aiuto determinante nel risolvere le principali crisi sul piano internazionale. “I russi – ha proseguito Clapper intervistato dalla Cnn – non hanno nessuna buona intenzione nei confronti degli Stati Uniti e nessuno dovrebbe alimentare illusioni o ambiguità su questo. Ma il nostro presidente – denuncia l’ex numero uno dell’intelligence Usa – alimenta questa ambiguità”.

To Top