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San Francisco, fumo dal consolato russo chiuso da Trump. Bruciano documenti?

San Francisco, fumo dal consolato russo chiuso da Trump. Bruciano documenti?
San Francisco, fumo dal consolato russo chiuso da Trump. Bruciano documenti?

San Francisco, fumo dal consolato russo chiuso da Trump. Bruciano documenti?

SAN FRANCISCO – Un fumo nero esce dalla canna fumaria del consolato russo di San Francisco alla vigilia della sua chiusura imposta dall’amministrazione Trump. I vigili del fuoco giunti sul posto non sono stati fatti avvicinare dal personale diplomatico, secondo quanto riporta l’Associated Press. Ai pompieri sarebbe stato detto che non c’è alcun problema: i funzionari starebbero infatti bruciando nel camino materiale non identificato.

Intanto resta altissima la tensione tra Stati Uniti e Russia, con il rischio di un’escalation dalle conseguenze imprevedibili nella cosiddetta guerra delle spie. Alla vigilia dell’entrata in vigore delle ultime misure punitive decise da Washington, Mosca ha lanciato un nuovo durissimo monito: se l’amministrazione Trump passerà dalle parole ai fatti, chiudendo in particolare il consolato di San Francisco, il Cremlino “risponderà in maniera dura”.

La Casa Bianca è avvertita, dunque, e i sogni di un disgelo con Vladimir Putin sbiadiscono sempre di più. Difficile un rilancio dei rapporti dopo il gelo dell’era Obama, almeno nel breve termine. Con i toni concilianti del presidente americano frustrati da un Congresso che non arretra di un millimetro sulle sanzioni a Mosca, accusata di aver interferito sulle ultime elezioni presidenziali Usa, quelle che tra l’altro hanno visto il trionfo di Trump.

Proprio le sanzioni decise a Capitol Hill sono all’origine del duro scambio di colpi sul fronte diplomatico, con Putin che a fine luglio cacciò 755 diplomatici Usa. E il Dipartimento di Stato americano che per rappresaglia ha adottato le misure più dure nei confronti di Mosca dal 1986, ai tempi della fine della Guerra Fredda. Ordinando la chiusura del consolato russo di San Francisco e di altre due sedi diplomatiche a Washington e New York. Una mossa che per il ministero degli Esteri russo rappresenta ”una minaccia diretta alla sicurezza” del personale di Mosca.

“Siamo di fronte a cose che ci danneggiano senza motivo e che sono provocate solo dal desiderio di peggiorare i nostri rapporti con gli Stati Uniti”, ha affermato il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov che, secondo alcune indiscrezioni di stampa, potrebbe incontrare il segretario di Stato americano Rex Tillerson a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, che si svolgerà al Palazzo di Vetro di New York nella seconda metà di settembre. Un faccia a faccia per cercare di chiarire la situazione e di disinnescare le tensioni.

Intanto sempre Lavrov ha spiegato come nelle prossime ore i servizi di sicurezza americani intendano ispezionare la sede del consolato russo a San Francisco. Con un piccolo giallo: dalla canna fumaria dell’edificio è stato visto uscire nelle ultime ore del fumo nero, frutto di “materiale bruciato”, ma non identificato.

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