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Sigonella base per droni Usa. Renzi: Ok, ma caso per caso

ROMA – L’Italia ha concesso ai droni Usa la base di Sigonella (Siracusa) per missioni “difensive” in Libia e in Nord Africa. Lo ha rivelato il Wall Street Journal, citando come fonti degli alti funzionari americani spiegando che il sì del governo Renzi all’amministrazione Obama è arrivato “in silenzio” già un mese fa dopo “un anno di negoziazioni”. Il Wsj ha detto anche che il governo italiano si è rifiutato di commentare la notizia. Renzi fa però sapere che l’Italia valuterà “caso per caso”.

Per il momento i droni americani potranno decollare da Sigonella solo per azioni a scopo difensivo, ovvero per “proteggere le operazioni delle forze speciali statunitensi in Libia“.

L’America vorrebbe usare la base di Sigonella anche per azioni “offensive”, come quella condotta venerdì 19 febbraio contro un campo dell’Isis a Sabratha, nel nordovest della Libia. In quell’occasione sono stati uccisi almeno 30 jihadisti, e tra questi – riferisce il Wsj – quasi certamente anche la mente degli attentati al museo del Bardo di Tunisi e del resort della spiaggia di Sousa, sempre in Tunisia.

In questo caso i droni sono partiti da una base militare in Inghilterra. Finora – scrive ancora il Wsj – l’Italia si è rifiutata di cedere su questo punto, per paura di accendere una opposizione interna contro la guerra, specialmente nel caso che nel corso delle operazioni dei droni ci possano essere delle vittime civili.

I timori su tali operazioni non sono per nulla infondati: il governo serbo ha detto che il bombardamento di venerdì 19 ha ucciso due ostaggi serbi detenuti al campo di Sabratha.

Fino al mese scorso, i droni americani nella base siciliana erano usati solo a scopo di sorveglianza. Questo “salto di qualità” con droni armati che decollano da Sigonella è un segno che Obama vuole una strategia militare più decisa contro l’Isis in Libia, che non escluderebbe l’impiego di truppe di terra, anche se composte solamente da poche e selezionate forze speciali. Anche se, come spesso ripete il Segretario alla Difesa Ash Carter, il “tumore” dell’Isis è in Iraq e Siria.

 

Oltre a Sigonella gli Stati Uniti stanno cercando di individuare un’altra base per i droni in Nord Africa, per poter così impiegare più velivoli, aumentando l’efficienza e la velocità delle operazioni. Infatti Sigonella, anche se è proprio di fronte alla Libia, non è una soluzione ideale i droni: le condizioni meteo spesso non favorevoli e la copertura nuvolosa li rendono dei catorci non riutilizzabili, quando tornano alla base dopo la prima operazione.

Mentre si attende la formazione di un governo di unità nazionale in Libia, un partner fondamentale per combattere l’Isis in Tripolitania e in Cirenaica, gli Usa hanno espresso agli alleati la loro preoccupazione per il rafforzamento delle truppe del Califfo in quella regione: secondo il Pentagono si parla di 6.000 combattenti.

Il permesso far decollare droni anti-Isis dalla base di Sigonella gli Stati Uniti lo chiedevano da gennaio dell’anno scorso, ma le trattative segrete non sono entrate nel vivo fino ad aprile 2015, ha detto un funzionario Usa al Wsj.