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Donald Trump pronto ad una azione militare in Siria: “Qualcosa accadrà con Assad”

Siria, Donald Trump pronto ad una azione militare

Siria, Donald Trump pronto ad una azione militare (Foto Ansa)

WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta considerando la possibilità di un’azione militare in Siria come rappresaglia per l’attacco con armi chimiche. Lo ha detto lo stesso presidente a membri del Congresso, stando a quanto riferisce la Cnn, che sostiene che il presidente americano ne stia discutendo con il Segretario alla Difesa, James Mattis. 

Stando alle stesse fonti citate dalla Cnn, il presidente Trump non ha ancora preso una decisione a riguardo ma si sta consultando e l’opzione adesso sarebbe sul tavolo. Il Pentagono avrebbe già presentato le opzioni militari per la Siria alla Casa Bianca.

Trump si appresta ad affrontare l’argomento con il segretario alla Difesa James Mattis nella residenza presidenziale di Mar-a-Lago in Florida. Tra le possibilità, spiegano le fonti, raid per la messa fuori combattimento dell’aviazione militare siriana, opzione caldeggiata da due “falchi” repubblicani come i senatori John McCain e Lindsey Graham. Secondo Nbc, gli Stati Uniti hanno le prove che a scatenare l’attacco chimico su Khan Sheikhoun è stata proprio l’aviazione di Assad. Un aereo siriano, ha riferito su Twitter Bradd Jaffy, news editor del network, è stato visto sui radar militari americani mentre lanciava “le armi chimiche” sui civili. Subito dopo è stata osservata tra la popolazione una reazione “compatibile con quella scatenata da un agente nervino.

Dalla Casa Bianca, Trump fa sapere di non aver parlato con il presidente russo Vladimir Putin del “presunto” attacco con armi chimiche in Siria, ma che “a un certo punto potrei farlo”. Quanto alla rimozione di Assad, il presidente Usa ha affermato che “quanto sta accadendo in Siria è una disgrazia per l’umanità. Lui è al potere e governa lui la situazione. Quindi, qualcosa dovrà accadere”.

Senza dirlo apertamente, Trump allude all’uscita di scena del dittatore siriano. Come si evince dalle parole del segretario di Stato Rex Tillerson, che ha a sua volta affermato che “non ci sono dubbi” sul fatto che il regime di Assad è responsabile per l’attacco chimico nella provincia di Idlib. Quell’attacco richiede una “risposta seria” e Tillerson ha aggiunto di “perorare l’uscita di scena di Assad”.

Ieri, incontrando il re di Giordania Abdallah II alla Casa Bianca, Trump aveva dichiarato ai giornalisti presenti che le immagini dei bambini uccisi dai gas avevano cambiato il suo “atteggiamento” verso Assad. La cui “rimozione”, fino a quel momento, non era considerata prioritaria dall’amministrazione Usa. Parole che erano risuonate più o meno in contemporanea con la durissima presa di posizione dell’ambasciatrice Usa all’Onu durante la riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza sulla Siria che non ha portato ad alcuna risoluzione per la contrarietà della Russia a qualsiasi forma di condanna del regime di Damasco. “Se le Nazioni Unite falliscono nell’azione collettiva, saremo costretti ad agire singolarmente”, aveva affermato Nikki Haley, aprendo alla probabilità di un intervento unilaterale statunitense in Siria.

 

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