Politica Mondo

Siria, Putin: “Altri attacchi chimici, saranno i ribelli a uccidere e mentire”

Siria, Putin: "Altri attacchi chimici, saranno i ribelli a uccidere e mentire"

Siria, Putin: “Altri attacchi chimici, saranno i ribelli a uccidere e mentire”

DAMASCO – Ci saranno “altri attacchi chimici” in Siria e “saranno i ribelli a uccidere e mentire”, parola di Vladimir Putin. “Abbiamo informazioni da diverse fonti – ha detto il presidente russo – che ci saranno altre provocazioni, e non posso chiamarle in altro modo, in altre zone della Siria, come nei sobborghi a sud di Damasco, dove intendono piazzare di nuovo sostanze (chimiche, ndr) ed accusare le autorità siriane del loro uso”. Il presidente russo ha detto che Mosca chiederà all’Onu un’indagine sull’attacco chimico in Siria e di essere al corrente di “provocazioni” programmate per gettare sul governo siriano la colpa del raid chimico.

Con questa dichiarazione pubblica e ufficiale perché resa al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica italiano, Sergio Mattarella, Vladimir Putin controfirma la tesi russa e cioè che nella cittadina nei pressi di Idlib non ci sia stato un bombardamento con armi chimiche da parte degli aerei di Assad. Secondo i russi c’è stato, come ci sono ancora, soltanto bombardamenti. Ma senza gas nervini che avrebbero provocato molte più vittime.

Tesi ribadita anche dal generale Serghiei Rudskoi, capo del Dipartimento operativo dello Stato Maggiore russo, secondo il quale i miliziani starebbero “portando sostanze tossiche in alcune zone della Siria” allo scopo di “creare un altro pretesto per accusare il governo siriano dell’uso di armi chimiche e provocare nuovi attacchi americani”. D’altra parte la prova materiale dell’attacco chimico da parte di Assad non ce l’ha nessuno, neanche le cancellerie occidentali che pure hanno giudicato opportuna la rappresaglia americana.

San raffaele

Come che sia la previsione pressoché certa da parte di Putin di nuove stragi da armi chimiche in Siria, chiunque sia ad usarle e a innescarle, attesta che lì la guerra continua nel giorno in cui il G7 dei ministri degli Esteri si trova d’accordo su una cosa sola e cioè che non vi sia “nessuna soluzione militare in Siria”. Nessuna soluzione militare, tutti d’accordo, ma farsi la guerra è l’unica cosa che si continua a fare.

L’attacco in Siria, ha concluso Putin, “ricorda gli eventi del 2003”, con la scoperta di “presunte armi chimiche” in Iraq e la successiva invasione che ha provocato “la distruzione del Paese e la conseguente nascita dello Stato Islamico”. “Abbiamo già visto tutto”.

To Top