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Sottomarino americano con la bandiera dei pirati FOTO Da che missione segreta torna?

ROMA – Un sottomarino a propulsione nucleare d’attacco torna da una missione e sulla torretta, accanto alla bandiera a stelle e strisce degli Stati Uniti, c’è quella dei pirati. La nave in questione è la “Uss Jimmy Carter”, sottomarino modernissimo che ha il compito di affondare altri sottomarini. Le foto sono state scattate al ritorno da una missione segreta negli Usa. Il teschio bianco con tibie incrociate su fondo nero, il famoso Jolly Roger, la bandiera dei pirati, è mostrata dalle unità da guerra quando hanno compiuto missioni particolarmente importanti. Scrive Il Corriere della Sera che pubblica le foto:

“Escludendo che abbia affondato un nave o un altro sottomarino o abbia lanciato missili da crociera Tomahawk — il Jimmy Carter è l’unico dei tre sottomarini classe Seawolf lungo 140 metri contro i 110 delle altre due unità, proprio per ospitare un modulo per le operazioni speciali — secondo il Washington Post l’unità ha trasportato i commando Navy Seals in qualche parte remota del mondo a compiere una missione segreta”.

 “La tradizione di esporre il Jolly Roger accanto alla bandiera nazionale risale al 1914, all’inizio della I Guerra mondiale, quando il sottomarino britannico Hms S-9 affondò un incrociatore pesante della Marina Imperiale Tedesca. Il comandante di quel mezzo, Lax Horton, rispose facendo sventolare la bandiera con il testo all’insulto che 14 anni prima il comandante della Royal Navy aveva rivolto a tutti i marinai imbarcati sui sottomarini, paragonandoli a ‘pirati’, per la ‘bassezza del modo di combattere’, nascosti alla vista del nemico. Un nostalgico, probabilmente, delle ordinate e coreografiche manovre affiancate con bordate di cannone che si scambiavano tradizionalmente le navi da battaglia, fino all’affondamento di una delle due unità”.

Ora, dopo la diffusione delle foto, analisti navali e media statunitensi si chiedono cosa abbia combinato il sommergibile Carter. Sempre Il Corriere elenca i possibili scenari:

“1) Lungo le coste della Corea del Nord: magari ha infiltrato uomini o “depositato” sensori per tenere d’occhio i movimenti delle forze di Kim in una fase delicata.

2) Azione di spionaggio nei confronti dei cinesi: è noto che l’Us Navy utilizza alcuni dei suoi mezzi più sofisticati in questo quadrante. Mosse che hanno spesso suscitato le proteste di Pechino.

3) Un lungo viaggio in chiave anti-terrorismo: in passato i Navy Seals sono sbarcati in paesi e regioni per colpire formazioni estremiste. Famose una serie di incursioni in Somalia contro i guerriglieri islamisti Shebaab.

4) Una missione nell’Artico (come suggerisce l’esperto Giuliano Ranieri), scacchiere dove è in corso una grande sfida con i russi. 5) Raccolta o dispiegamento di apparati per l’intelligence. Il “Carter” ha strumenti che gli permettono di “inserirsi” nei cavi di comunicazione sottomarini.

5) Ha neutralizzato un cargo che trasportava materiale “proibito”: chi ha subito la perdita del mercantile potrebbe non aver interesse a rivelarlo.

6) L’aver mostrato la bandiera pirata è anche un modo di mandare un messaggio agli avversari degli Usa in chiave di guerra psicologica: ognuno dei nemici si starà chiedendo se lo “squalo” abbia visitato le sue acque”.

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