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Tedeschi in Lituania dopo 70 anni: il riarmo della Germania, fra Trump, Putin e il fantasma nazista

Un soldato tedesco pronto a partire in Lituania
EPA/ANSA – LUKAS BARTH

Mentre l’America di Trump e la Russia di Putin mostrano i muscoli, in pochi si accorgono del riarmo della Germania. Con il nuovo presidente Usa che preme sugli alleati affinché rafforzino le loro difese militari per i timori dell’aggressiva “politica estera” di Putin la Germania – che dopo l’orrore nazista ha a lungo respinto il militarismo – ora discute di un argomento delicato: il rafforzamento dell’esercito.

Una locomotiva color rosso vermiglio rallenta fino a fermarsi, con i vagoni merci nascosti dalla neve. Un capitano tedesco ordina ai suoi soldati di scaricare il carico del treno. «Jawohl» – sissignore – risponde uno di loro, prima di fare uscire i primi venti carri armati con la Croce di ferro del Bundeswehr, l’esercito tedesco. Nonostante sia una scena che evoca vecchi film di guerra, è successo di recente. Settantacinque anni dopo aver invaso la Lituania i tedeschi ci sono tornati, ma stavolta come alleati.

Nessuno più della Germania ha preso sul serio l’invito americano ad aumentare la spesa militare. Se soddisfa gli obiettivi di Washington, Berlino potrebbe diventare la più grande potenza militare dell’Europa occidentale.

In Lituania ci sono 500 soldati tedeschi, tra cui un battaglione da combattimento bavarese, nell’ambito di un dispiegamento militare a tempo indeterminato vicino al confine con la Russia. Il dispiegamento di soldati è stato descritto dagli analisti come l’operazione militare più ambiziosa della Germania nell’aerea del confine russo dalla fine della Guerra fredda. La dimostrazione di forza comprende 20 veicoli corazzati da combattimento di fanteria Marder, 6 carri armati da battaglia Leopard e 12 veicoli corazzati per il trasporto delle truppe Fuchs e Boxer.

“Forse, per quanto riguarda gli Stati Uniti, è necessario stare attenti a ciò che desideri”, ha detto Il tenente colonnello Torsten Stephan, portavoce militare per le truppe tedesche in Lituania, affermando che “Trump dice che la Nato è obsoleta e che abbiamo bisogno di essere più indipendenti. E probabilmente lo diventeremo”.

Il dispiegamento guidato dalla Germania, che comprende anche un numero minore di soldati dal Belgio, Paesi Bassi e Norvegia, ha l’obiettivo di mandare un messaggio forte a Putin dall’Europa: fai marcia indietro. Eppure, in un continente che si trova di fronte alla prospettiva di una nuova Guerra fredda, il dispiegamento mette in evidenza i rischi di una rinnovata forza militare tedesca e della strategia russa per respingerla, soffermandosi sul passato oscuro della Germania. Nel mondo della guerra ibrida del XXI secolo, i primi proverbiali colpi a salve sono già stati sparati.

Recentemente la polizia, i giornali e i più importanti politici della Lituania hanno ricevuto alcune email che sostenevano una falsa notizia: che i nuovi soldati tedeschi avessero stuprato in gruppo una 15enne locale. Il governo lituano ha rapidamente smentito le accuse, che però erano già state diffuse da alcune pubblicazioni locali e da diversi utenti sui social network. Le autorità lituane stanno indagando per capire se dietro le false accuse ci sia la Russia. “Se me lo chiede a titolo personale, credo che sia così, è la cosa più probabile”, ha detto il ministro della difesa lituano Raimundas Karoblis. Alcuni siti filorussi, nel frattempo, stanno ricorrendo a vecchi stereotipi, rievocando Adolf Hitler e dipingendo lo spiegamento della NATO in Lituania come una “seconda invasione” del paese da parte della Germania.

In Lituania, un’ex repubblica sovietica che oggi vive all’ombra del pericolo russo, il retaggio nazista è però considerato parte di una storia lontana. Per molti lituani la Germania moderna è un baluardo dei principi democratici e uno dei più forti promotori al mondo dei diritti umani, dell’autodeterminazione e della diplomazia. Di fronte a una minaccia russa in tempi di alleanze NATO incerte, i lituani stanno reclamando a gran voce la presenza di una Germania più forte al loro fianco.

“Credo che la leadership americana vada mantenuta, ma che anche in Europa ci sia bisogno di leadership”, ha detto Karoblis, che, citando l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ha definito la Germania il garante più plausibile della stabilità regionale. “Perché non la Germania?”, ha affermato.

Per molti tedeschi, tuttavia, le ragioni della prudenza sul riarmo sono parecchie, tra cui un’eccessiva spesa pubblica e i timori di scatenare una nuova corsa agli armamenti. Secondo un sondaggio commissionato da Stern e pubblicato quest’anno, il 55% dei tedeschi è contrario all’aumento della spesa militare nei prossimi anni, mentre il 42% è a favore.

Nel 2014 le autorità tedesche hanno concordato con altri paesi della NATO di destinare almeno il 2% del PIL alla difesa entro dieci anni, un aumento di circa l’1,2% rispetto al 2016. Fino a poco tempo fa, però, in privato molti funzionari tedeschi ammettevano che un obiettivo del genere, che porterebbe la Germania a superare Gran Bretagna e Francia in termini di spesa militare, era politicamente insostenibile. Dalla vittoria di Trump, tuttavia, politici, esperti e media tedeschi continuano a discutere della questione, e le voci a favore di un rafforzamento militare sono aumentate facendosi più forti. Il mese scorso il ministero della Difesa tedesco ha annunciato alcuni piani per portare le forze armate permanenti a 200.000 unità entro il 2024, dal minimo storico di 166.500 raggiunto a giugno. Dopo 26 anni di tagli quest’anno la Germania aumenterà la spesa per la difesa dell’8%.

La cancelliera Angela Merkel ha invitato alla calma, ma allo stesso tempo ha chiesto di aumentare la spesa militare. Il ministro della Difesa, Ursula von der Leyen, è stata più decisa e ha detto che la Germania non può “sfuggire” alle sue responsabilità militari. Nonostante venga vista come una possibilità remota, alcune voci hanno iniziato a parlare di quella che una volta era considerata una prospettiva inconcepibile: l’avvento di una bomba nucleare tedesca. “Se Trump manterrà la sua linea, l’America lascerà la difesa dell’Europa agli europei, a un livello mai visto dopo il 1945”, ha scritto in un editoriale Berthold Kohler, l’editore del Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Ciò potrebbe comportare una maggiore spesa militare, il ritorno della leva, la definizione di limiti invalicabili e, cosa assolutamente impensabile per i tedeschi, la questione della difesa nucleare del paese”.

Insieme ai suoi alleati regionali, la Germania ha iniziato a studiare la possibilità di un aumento dell’attività militare attraverso operazioni europee congiunte, che secondo gli esperti sono, insieme alla NATO, i canali più ovvi per il potere militare tedesco. Lo spiegamento in Lituania, per esempio, fa parte di una più ampia operazione di deterrenza congiunta in Europa orientale, nel cui ambito Stati Uniti, Canada e Regno Unito guidano altri contingenti in Polonia, Lettonia ed Estonia.

In alcuni dei paesi che confinano con la Germania, soprattutto in Polonia, ci sono ancora gruppi che si oppongono alla rinnovata forza militare tedesca, adottando posizioni basate almeno in parte sui ricordi della guerra. I vecchi pregiudizi, però, stanno scomparendo in fretta. È quello che sta succedendo nella piccola Lituania, che i nazisti invasero nel 1941 cacciando gli occupanti sovietici.

Il Terzo Reich rimase nel paese fino al 1945, sterminando oltre 200.000 ebrei. Dopo la Seconda guerra mondiale, la Lituania tornò sotto il dominio sovietico, prima di ottenere l’indipendenza alla fine della Guerra fredda. Negli ultimi anni il paese si è avvicinato all’Occidente, entrando nell’Unione Europea e nella NATO nel 2004. E alla Russia non è andato bene. Adesso la paura dei lituani rispetto alla vicina Russia sta aumentando. Dall’invasione di fatto dell’Ucraina e con l’annessione della Crimea, i politici russi hanno iniziato a parlare minacciosamente di un porto chiave, sostenendo che sia stato ingiustamente “regalato” alla Lituania dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

Le nuove truppe tedesche, nel frattempo, hanno ricevuto una formazione con attenzione particolare alla “sensibilità”: come interagire con i lituani senza ricordare loro le cattive maniere dei soldati nazisti. “Non mi sento parte di quel periodo”, ha detto Sebastian, un 27enne di stanza in Lituania, “quello che so è che ci troviamo in una sorta di nuova Guerra fredda e siamo qui per aiutare”.

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