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Theresa May con Trump: “Insieme guideremo mondo”. Contro Cia: “No tortura”

Theresa May con Trump: "Insieme guideremo mondo". Contro Cia: "No tortura"

Theresa May con Trump: “Insieme guideremo mondo”. Contro Cia: “No tortura”

LONDRA – Theresa May scommette su Donald Trump: “Insieme guideremo il mondo”. Ma mette in guardia la Cia: nel caso in cui dovesse tornare alla tortura per ottenere informazioni negli interrogatori, il Regno Unito potrebbe interrompere la collaborazione con l’agenzia di intelligence.

La premier britannica ha parlato con i giornalisti sull’aereo che la sta portando a Philadelphia per incontrare il presidente Usa Donald Trump. La linea del Regno Unito “è molto chiara” e il nostro approccio sulla tortura non è cambiato, ci ha tenuto a precisare.

Alla domanda dei giornalisti sulle linee guida di condivisione dell’intelligence dei due Paesi la premier britannica ha detto: “Condanniamo la tortura e il mio punto di vista su ciò non cambierà sia se parlo con voi sia se parlo con il Presidente”.

Prima di partire alla volta degli Stati Uniti, la premier britannica ha sfidato il Parlamento di Westminster facendo presentare una proposta di legge per avviare i negoziati con l’Ue, come chiesto dal verdetto della Corte suprema, che consta di due soli commi e ha tempi di discussione molto limitati: 5 soli giorni per la Camera dei Comuni, poi la palla passa ai Lord, il tutto per rispettare la tabella di marcia del primo ministro.

May è anche confortata dagli ultimi risultati dell’economia, che nonostante gli allarmismi dei mesi scorsi almeno per ora non risente di ripercussioni negative del divorzio dall’Unione. Tutt’altro: nel quarto trimestre del 2016 il Pil del Regno Unito è aumentato dello 0,6%, dato migliore delle attese e uguale al tasso di crescita del periodo precedente, consolidando la crescita su base annua al 2%. Certo, resta da vedere cosa accadrà quando l’uscita sarà completata e i colossi societari decideranno se restare nella City o meno.

Ma nel frattempo la premier Tory cerca con Trump quell’accordo “speciale”, una versione rinnovata della storica “special relationship” tra i due Paesi “vecchi amici” su termini fortemente economici, con Londra che si prepara a dire addio al mercato unico europeo, ma anche politici e militari.

May vorrebbe evitare attriti rispetto alle polemiche suscitate dalle dichiarazioni di Trump, da ultima quella in favore dell’uso della tortura (“Il waterboarding funziona”) ma quando è chiamata in causa cerca di parlare “con franchezza”, come promesso in un intervento ai Comuni. Rispondendo alle domande dei giornalisti mentre era in volo sull’Atlantico ha annunciato che il Regno potrebbe anche interrompere la collaborazione con le agenzie di intelligence Usa nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero adottare la tortura per ottenere informazioni negli interrogatori.

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