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Trump e i suoi ministri: il genero, la figlia, lo sceriffo, l’ex di Goldman, la Palin…

WASHINGTON – Trump e i suoi ministri: il genero, la figlia, lo sceriffo, l’ex di Goldman, la Palin… Dopo l’elezione come Presidente degli Stati Uniti c’è grande attesa per la squadra di Donald Trump. una squadra che si sta piani piano formando e che prevede personaggi di famiglia (letteralmente), ma anche vecchie conoscenze (chi più chi meno ben vista) dei repubblicani. Prima di spulciare i nomi, subito una curiosità. In pole position per il Tesoro c’è Steve Mnuchin, già responsabile finanziario della campagna di Donald Trump e ex di Goldman Sachs i cui rapporti sono stati l’accusa più grande e di successo mossa dallo stesso Trump alla sfidante Hillary Clinton. Scelta quindi singolare quella di volere al Tesoro proprio un ex Goldman.

Ma prima del Tesoro c’è la famiglia. Perchè occorre un rapporto di assoluta fedeltà tra Trump e il suo vice Mike Pence, e i suoi emissari. E chi meglio della famiglia stessa? Ne consegue un accentramento della Casa Bianca nelle mani del clan Trump, Don Jr, Eric e il genero Jared Kushner ma soprattutto Ivanka, la punta di diamante del club.

Per l’Energia il re del fracking. Stiamo parlando del dicastero sul quale il neopresidente vuole modulare la rinascita Usa, e lui è Harold Hamm, tycoon del settore, il re del fracking appunto e titolare della società che gestisce il Dakota Access. Mentre un altro senatore, Bob Corker, già presidente della commissione Esteri, potrebbe assumere il delicato incarico di colui che dovrebbe scardinare i grandi trattati a cui Trump ha dichiarato guerra e rinegoziarli su base bilaterale. Ben Carson diventerebbe titolare del dipartimento per la Salute, una carica maturata per vocazione visto che l’attivista afro-americano è stato un neurochirurgo. Un ruolo che The Donald gli riconosce di diritto anche per il fatto di essere stato, subito dopo il ritiro dalle primarie, un suo sostenitore. Il senatore Gop della Ge, David Perdue, forte di esperienze come Ceo di Reebok e Dollar General, è destinato invece al dipartimento del Commercio.

Lo “sceriffo” e il fedelissimo Giuliani. L’ex sindaco di New York infatti, colui che ha accompagnato Trump in tutti i suoi comizi, sarà al dipartimento dell’Homeland Security, uno dei dicasteri strategici sulla sicurezza. Chris Christie, il governatore del New Jersey, potrebbe invece ricevere un ministero ad hoc, quello sull’immigrazione, competenza ora dell’agenzia della Homeland Security. Il quale potrebbe a sua volta conferire la delega della gestione della polizia di frontiera allo sceriffo Joe Arpaio, in lizza anche per gli Interni.

Un posticino anche per Sarah Palin. Per l’ex governatrice dell’Alaska ed ex candidata alla vicepresidenza, Trump troverà sicuramente un posto, vista la dedizione mostrata dalla Palin nei suoi confronti. Palin che per il suo eccessivo estremismo era stata definita “una palla al piede” dall’ex senatore McCain.