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Trump perde il suo stratega: Stephen Bannon rimosso dal Consiglio di sicurezza

Trump perde il suo stratega: Stephen Bannon rimosso dal Consiglio di sicurezza

Trump perde il suo stratega: Stephen Bannon rimosso dal Consiglio di sicurezza

WASHINGTON – Stephen Bannon, lo stratega del presidente Donald Trump, è stato rimosso dal Consiglio nazionale di sicurezza degli Stati Uniti. L’amministrazione Trump si trova così a dover effettuare un imprevisto rimpasto e oltre a dire addio allo stratega ha dovuto degradare Tom Bossert, il consigliere per la Sicurezza Intern.

La decisione di Trump di inserire Stephen Bannon nel suo organico era stata criticata lo scorso gennaio e ora i militari hanno ottenuto la rimozione del guru dell’alt-right, la destra che si dice “alternativa”, ed ex responsabile del sito di news di destra Breitbart. Repubblica scrive:

“La scelta era stata molto criticata dai repubblicani e dai democratici: temevano che Bannon, ex capo della campagna elettorale di Trump, potesse politicizzare le decisioni sulla sicurezza nazionale. A sollevare il problema a gennaio era stato un gruppo di cinque parlamentari democratici della Camera, sostenendo che si trattava di una scelta “pericolosa” per gli Stati Uniti.

Grazie alla cacciata di Bannon, scrive Bloomberg, sono stati riamessi nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale il capo degli Stati maggiori congiunti (l’ufficiale più alto in grado delle forze armate), il generale a 4 stelle dei Marine John Dunford e il direttore della National Intelligence (l’agenzia che coordina le 17 agenzie di 007 Usa), Dan Coats”.

Fonti vicine alla Casa Bianca hanno fornito una loro versione della rimozione di Bannon, sottolineando che era stato inserito nel Consiglio Nazionale per la sicurezza per tenere d’occhio Flynn, ma ora che c’è il generale McMaster la sua presenza non è più necessaria:

“Non solo. Secondo la fonte della Casa Bianca citata da Bloomberg, Bannon non avrebbe mai partecipato alle riunioni del Consiglio. L’allontanamento di Bannon segna una vittoria per il generale H.R. McMaster, succeduto nel ruolo di Consigliere per la Sicurezza Nazionale al generale Michael Flynn, licenziato il 13 febbraio per aver mentito al vicepresidente Mike Pence sui suoi incontri con l’ambasciatore russo Serghely Klyaski, ancora prima che Trump si insediasse alla Casa Bianca. Un reato previsto dal Logan Act che vieta ai privati cittadini di aver rapporti con rappresentanti di altri governi”.

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