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Trump, pieni poteri al “genero”. Come se il marito di Marina Berlusconi…

ROMA – Trump, pieni poteri al “genero”. Come se il marito di Marina Berlusconi… Jared Kushner, marito della figlia prediletta di Donald Trump, Ivanka (dalla prima moglie Ivana) è il vero stratega del neo-presidente, l’uomo forte nel transition team che gestirà la fase di transizione fino al 20 gennaio quando ci sarà il vero e proprio insediamento alla Casa Bianca. Qualcuno lo ha già definito il Rasputin di Trump: giovane, già milionario, non si era mai visto in una democrazia occidentale un conferimento di potere così smaccato all’indirizzo di un familiare.

Al “genero” i codici segreti. Al “genero” più potente del mondo Trump ha già annunciato di voler offrire il nulla osta all’accesso ad informazioni top secret, la cosiddetta “clearance” per consentirgli di avere accesso ad esempio ai briefing presidenziali giornalieri.

Ve la immaginate Angela Merkel che affida al figlio del secondo marito Joachim Sauer i segreti della più grande potenza economica europea? Renzi è troppo giovane, ma cosa avremmo detto in Italia se Berlusconi avesse affidato l’intelligence, o il gabinetto presidenziale a Gabriele Vanadia, il marito di Marina Berlusconi? E se in Gran Bretagna, Theresa May lasciasse la gestione della Brexit a Philip, il marito? Nepotismo degno di un B, conflitti di interessi assortiti…

Le prime “purghe” somministrate dal genero. Ma intanto sono stati costretti a lasciare quattro membri del team per la transizione, tutti legati al governatore del New Jersey Christ Christie, già retrocesso da capo a vice dello stesso team. “Purghe”, le ha definite qualche media, evocando la vendetta del marito di Ivanka, Jared Kushner, il cui padre fu mandato in galera proprio da Christie quando era procuratore.

Fuori il governatore: fece arrestare il padre del “genero”. Una storia di 12 anni fa, quando l’imprenditore immobiliare Charles Kushner si dichiarò colpevole di evasione fiscale e finì in carcere per un paio d’anni, lasciando le redini del suo impero al figlio. Jared, che allora aveva solo 24 anni, si fece strada orchestrando nel 2006 quello che resta l’acquisto più costoso (e controverso) di un singolo edificio nella storia Usa, 1,8 mld di dollari per un palazzo sulla Fifth Avenue a Manhattan.

Poi nel 2009 le nozze con Ivanka Trump (che per lui, ebreo ortodosso nipote di un sopravvissuto all’Olocausto, si è convertita) la rapida ascesa nella campagna elettorale come uno dei più fidati consiglieri del tycoon ed ora anche come eminenza grigia del transition team, dove sono entrati pure i tre figli maggiori (Ivanka, Eric e Donald Jr) del neo presidente.

Ora Kushner si troverebbe al centro delle lotte interne al transition team, che finora ha partorito due sole nomine, quella del capo staff della Casa Bianca (il presidente del partito repubblicano, Reince Priebus) e del chief strategist (Stephen Bannon, esponente della alt-right, la destra alternativa nazionalista e razzista).