Blitz quotidiano
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Trump-Putin: l’asse inizia con una telefonata. “Normalizzare rapporti Usa-Russia”

NEW YORK – Alla fine Vladimir Putin e Donald Trump si sono parlati al telefono. Ad alzare il telefono, come si conviene, è stato il leader del Cremlino per congratularsi con il trionfo inatteso del tycoon. Così il presidente russo e quello appena eletto negli Stati Uniti hanno espresso la necessità di un incontro a breve, primo strategico passo dell’asse Trump-Putin. Perché ora la priorità – si sono detti – deve essere quella di “normalizzare” i rapporti tra Washington e Mosca. Rapporti che al momento sono “assolutamente insoddisfacenti“.

In effetti le relazioni tra Usa e Russia sono di fatto ridotte ai minimi termini dopo otto anni di Barack Obama alla Casa Bianca, dove anche l’incompatibilità caratteriale tra il presidente americano uscente e Putin ha riportato l’orologio dei rapporti tra i due Paesi parecchio indietro, quasi all’epoca della guerra fredda. Almeno nei toni.

Molte le situazioni che hanno provocato il gelo tra i due: dalla crisi ucraina a quella siriana, passando per l’affare Snowden  (cui Mosca dà tutt’ora ospitalità) e per le accuse di interferenze da parte di Mosca nelle elezioni presidenziali americane. Interferenze che per i democratici Usa e per molti 007 sono state messe in campo per favorire proprio Trump e svantaggiare Hillary Clinton, candidata vista in Russia come troppo ostile e troppo in continuità con la presidenza Obama.

Ora tutto è pronto per un cambiamento radicale. “Il presidente russo si è detto pronto a costruire un dialogo fra partner con la nuova amministrazione sui principi di uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza nei rispettivi affari interni”, afferma il Cremlino. Mentre dalla Trump Tower di New York lo staff del neopresidente Usa parla della necessità di riallacciare “una relazione forte e duratura con Mosca”.

Sarà il tempo a dire se alle parole seguiranno i fatti. Fatto sta che il possibile asse Trump-Putin non può che preoccupare l’Europa. E rassicurare gli alleati europei sarà uno degli obiettivi dell’ultimo viaggio di Barack Obama nel Vecchio Continente. A Berlino il presidente uscente vedrà la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il premier britannico Theresa May, il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi. Un vertice nel corso del quale – ha detto lo stesso Obama nella sua prima conferenza stampa dopo il voto – porterà un messaggio di Trump: quello che gli impegni con la Nato verranno rispettati.

Anche qui sarà il tempo a dire se a queste parole seguiranno i fatti. Dopo la durissime critiche di Trump all’Alleanza Atlantica durante la campagna elettorale. Parole che hanno lasciato intendere un disimpegno Usa soprattutto se gli altri Paesi non contribuiranno di più alle spese. C’è da giurare che Obama metterà comunque in guardia l’Europa: bisogna tenere gli occhi aperti. E, prima di  partire per l’ultima trasferta oltreoceano, lancia un messaggio anche a Trump: “Le nostre alleanze sono cruciali per la nostra sicurezza”. Non solo in Europa. Anche in Asia.