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Trump, scontro aperto con l’Fbi. E via l’Iraq dal muslim ban

Trump, scontro aperto con l'Fbi. E via l'Iraq dal muslim ban
Trump rilancia contro l'Fbi: "Congresso indaghi su Obama". E toglie l'Iraq dal muslim ban

Trump rilancia contro l’Fbi: “Congresso indaghi su Obama”. E toglie l’Iraq dal muslim ban (Foto Ansa)

WASHINGTON – Donald Trump non solo non si arrende allo scarso appoggio del suo stesso partito, ma alza i toni contro l’Fbi, e chiede al Congresso di indagare sul suo predecessore Barack Obama per possibile abuso di potere.

L’Fbi smentisce, ma la Casa Bianca attacca: “Ritengo che il presidente non accetti” quanto affermato dal direttore dell’Fbi, James Comey, che ha chiesto al Dipartimento di giustizia di respingere pubblicamente le affermazioni di Donald Trump secondo cui Barack Obama avrebbe ordinato di intercettarlo, ha affermato una portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders. “Tutto quello che chiediamo è che il Congresso faccia il proprio lavoro, che la commissione di Intelligence della Camera indaghi”, ha aggiunto.

Il riferimento è ai telefoni della Trump Tower di Manhattan che l’ex presidente, secondo il tycoon, avrebbe messo sotto controllo un mese prima delle elezioni. Si tratta però di una tesi non supportata finora da alcuna prova e che rischia di scatenare uno scontro istituzionale senza precedenti.

Il numero uno dell’Fbi, James Comey, infatti, secondo il New York Times avrebbe chiesto al Dipartimento di giustizia una smentita ufficiale delle affermazioni del presidente su Obama, definendole false e, appunto, non supportate da prove. Senza contare che i contestati tweet del presidente per Comey gettano una cattiva luce sul Bureau investigativo, insinuando una violazione della legge da parte dei suoi uomini.

Dal Dipartimento di giustizia non è arrivato però alcun segnale dopo la richiesta dell’Fbi. Anche perché una dichiarazione ufficiale che contraddica le accuse di Trump sarebbe un colpo letale per la Casa Bianca, getterebbe  un’ombra gravissima sul presidente e sulla suo dovere di dire sempre la verità.

La tesi di Trump è stata stroncata apertamente anche dall’ex numero uno dei servizi segreti americani, James Clapper, a capo di tutte le agenzie di spionaggio federali. Ma il presidente Usa non demorde. E rilancia anche sul bando agli immigrati musulmani.

Il “bando bis” entrerà in vigore a partire dal 16 marzo e, rispetto alla versione originaria, non riguarderà chi arriva dall’Iraq, ha annunciato Kellyyanne Conway, una delle più strette collaboratrici del presidente americano aggiungendo che “i rifugiati siriani saranno trattati come tutti i rifugiati”.

Conway ha spiegato come il nuovo bando avrà “sei o sette punti di differenza” con il precedente divieto. Tra questi l’esclusione dai controlli di coloro che hanno già un visto e di coloro che sono residenti permanenti negli Stati Uniti. L’esclusione dell’Iraq, ha aggiunto, è motivata dai controlli rafforzati che questo Paese ha messo in atto nelle ultime settimane”. La lista dovrebbe invece ancora comprendere Siria, Libia, Iran, Somalia, Yemen e Sudan.

 

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