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Usa-Corea del Nord, 6 possibili scenari di guerra: attacco nucleare, invasione, pressioni su Cina…

Usa-Corea del Nord, 6 possibili scenari di guerra: attacco nucleare, invasione, pressioni su Cina... 6 possibili scenari di guerra

Usa-Corea del Nord, 6 possibili scenari di guerra: attacco nucleare, invasione, pressioni su Cina… 6 possibili scenari di guerra

OXFORD – La guerra, per ora solo a suon di minacce, tra Donald Trump e Kim Jong-un, sta scatenando tensioni a livello mondiale. E’ quanto afferma Mark Almond, direttore del Crisis Research Institute di Oxford, che sul Daily Mail scrive: “Siamo abituati alla propaganda sanguinaria di Pyongyang, ma un presidente americano che usa lo stesso linguaggio, fuoco e furia, segna un nuovo punto di partenza. La minaccia di una guerra nucleare in Asia orientale, improvvisamente e in modo allarmante è molto vicina”.

Prima che venga raggiunto il culmine, scrive Almond, i leader occidentali devono considerare ciò che la storia e l’analisi strategica insegnano, per evitare la catastrofe o come meglio contenerla. La natura devastante della prima guerra coreana, nel 1950-53, è un avvertimento dei grandi costi che comporterebbe la seconda e che potrebbe coinvolgere sia i Paesi vicini come il Giappone e lontani come la Gran Bretagna o, ancora, quelli riluttanti come la Cina.

Le opzioni di Washington, secondo Almond:

1. Un attacco limitato – Nel 1994, il presidente Clinton considerò l’uso di bombardieri strategici per attaccare le centrali nucleari della Corea del Nord prima che potesse realizzare un’arma atomica. Così com’è ora, gli Stati Uniti avevano una serie di basi aeree in Corea del Sud, Giappone e Guam da cui colpire, con bombardieri B1 e missili da crociera, più la sua flotta di vettori aerei nucleari, ciascuno con più aerei di attacco rispetto all’intera RAF.

Clinton decise di non procedere a un’azione militare: il timore era che l’enormità delle forze di terra della Corea del Nord avrebbero sconvolto il confine della Corea del Sud e per vincerle, sarebbe stata necessaria una guerra peggiore. La Corea del Nord, attualmente è preparata meglio a un attacco aereo, anche pesante, degli Stati Uniti. Le sue forze nucleari non sono facili bersagli. Ha ripetutamente impiegato lanciarazzi mobili per poter spostare e nascondere i missili. I più recenti razzi a propellente solido della Nord Corea, possono essere lanciati più velocemente rispetto ai precedenti a propellente liquido.

2. Invasione totale – Le forze armate americane hanno sconfitto la Corea del Nord nella prima guerra di Corea ma gli Stati Uniti all’epoca avevano a disposizione più truppe e navi da sbarco a disposizione. La marina statunitense ha adottato lo stile D-Day sulla costa, era dietro l’esercito nordcoreano, intrappolandolo nel Sud. La Corea del Nord non ha una marina abbastanza forte per proteggere la linea costiera e si potrebbe immaginare che i marines Usa sbarcati a terra ora potrebbero dirigersi verso Pyongyang, proprio come avevano fatto nell’ottobre del 1950. Ma questa volta l’esercito nordcoreano, aspetterà. Per vincere rapidamente e decisamente, gli Stati Uniti dovrebbero schierare in Corea la maggior parte della potenza militare.

Ma Washington ha altri problemi, dall’Afghanistan alla Siria. La guerra in Corea metterebbe nei guai l’esercito e i marines, a meno che non arrivino 650 mila soldati della Corea del Sud. Ma quest’ultima è riluttante a impegnarsi in una guerra preventiva che potrebbe minacciare Seul e devastare altre città.
Poi c’è la Cina. È estremamente ostile al sistema di difesa missilistica Thaad, recentemente dispiegato in Corea del Sud. Agire senza essere sicuri della neutralità cinese farebbe correre il rischio di un conflitto più ampio e più pericoloso, con molta probabilità la Terza Guerra Mondiale.

Anche se la Cina fosse pronta ad accettare la caduta del regime di Kim, un’invasione convenzionale non sarebbe abbastanza veloce da impedire a Kim di lanciare armi nucleari, oltre a utilizzare armi chimiche e biologiche. Secondo l’intelligence statunitense, la Corea del nord ha ben 60 bombe atomiche. Se venissero lanciate con successo, anche solo 2 bombe nella Corea del Sud, il numero delle vittime sarebbe drammatico.

3. Sferrare un “attacco decapitante” – Una serie di attacchi aerei, seppure di successo, sulle scorte nucleari della Corea del Nord non fermerebbero le ambizioni di Kim. Finché il regime sopravvive, sarà tentato di ricostruire. Dovrebbero, dunque, eliminare la leadership nordcoreana con un cosiddetto “attacco decapitante”, ampiamente pubblicizzato a Washington. Ma le bombe intelligenti sarebbero in grado di individuare e uccidere Kim e i suoi comandanti prima che possano organizzare un contrattacco mortale?

Purtroppo, un attacco non fermerebbe una raffica di missili lanciati in rappresaglia istantanea. In ogni caso, afferma Almond, assassinare i leader stranieri è più facile da dire che da fare. Sarebbe una fortuna per gli Usa nel caso riuscisse con Kim ma, se fallisse, la sua vendetta significherebbe attacchi indiscriminati alla Corea del Sud, Giappone e basi statunitensi.

In pratica, un “attacco di decapitazione” significherebbe la guerra totale. E anche se riuscisse, un’occupazione USA-Corea del Sud nella Corea del Nord potrebbe trovarsi ad affrontare una guerriglia di resistenza che usa armi batteriologiche e gas letali del dittatore. Né la Cina, di fronte alla prospettiva di milioni di rifugiati, sarebbe contenta di un rapido crollo del regime di Kim.

4. Un attacco nucleare USA – Le teste calde di Washington parlano di un massiccio attacco nucleare americano, così da “eliminare” la minaccia della Corea del Nord, una volta per tutte. Ma un attacco nucleare eliminerebbe milioni di persone a lungo martoriate dal dittatore e l’America cadrebbe nel ridicolo. Un attacco nucleare americano frantumerebbe le alleanze e innescherebbe una massiccia crescita della spesa per la Difesa da parte della Cina e della Russia.

5. Pressioni sulla Cina – Trump ha accusato e avvertito entrambi i leader cinesi di usare la loro influenza per frenare in Kim. È stato addirittura insinuato che i contatti della Cina potrebbero essere utilizzati per promuovere dall’interno il cambiamento del regime. Ma la loro portata potrebbe essere limitata. La Corea del Nord è molto cauta quando si tratta di essere considerata vicina ai cinesi. Ricordano quello che è accaduto nel 2013, poco dopo che Kim è salito al potere, quando lo zio Jang era considerato alla mercè di Pechino. Fu presumibilmente dato in pasto ai cani.

La Cina rimane il collegamento per gran parte della distruttiva tecnologia di Kim. L’intelligence degli Stati Uniti teme che se anche il governo cinese fosse persuaso a smettere di fornire assistenza, la Corea del Nord sarebbe in grado di corrompere i produttori cinesi così che condividano i segreti militari.
Qualsiasi ruolo dovesse giocare nella limitazione della belligeranza della Corea del Nord, la Cina vorrebbe in garanzia la sopravvivenza della Corea del Nord, avere la Nazione come corrispettivo. Il Segretario di Stato USA, Rex Tillerson, ha detto che potrebbe farsene una ragione. Ora deve convincere Trump.

6. Intervento internazionale – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha sostenuto le sanzioni fin da quando, dieci anni fa, Pyongyang ha iniziato i test nucleari e recentemente ha rafforzato la posizione. Ciò significa che Pechino e Mosca concordano in linea di principio con ciò che vogliono gli Stati Uniti e gli alleati.

La Cina e la Russia sono l’ancora di salvezza col mondo esterno. Se agissero insieme per bloccare collegamenti commerciali e trasporti, potrebbero soffocare il regime. Ma Pechino e Mosca diventerebbero obbiettivi dei missili di Kim. Anche se preparati a questo rischio, i presidenti Xi e Putin, in cambio dell’aiuto chiederebbero un prezzo elevato, conclude Almond.

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