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Usa, elezioni. La bionda Ann Romney aiuta il marito verso la Casa Bianca

WASHINGTON, STATI UNITI – Tocca alla signora Ann Romney, un’avvenente bionda, madre e nonna di 62 anni, aiutare il marito e lanciarlo verso la Casa Bianca. Perche’ anche stavolta, come accade ogni 4 anni, saranno le donne americane a dire l’ultima parola su chi andra’ alla Casa Bianca il prossimo 6 novembre. E per conquistare il loro voto, tocca alle mogli scendere in campo.

Obama puo’ contare ormai da mesi sull’attivismo a tutto servizio di Michelle. E sinora e’ stato un successo. Sono state archiviate le polemiche di 4 anni fa, quando la destra cerco’ di affibbiare a Michelle l’etichetta di nera estremista. Oggi la madre di Sasha e Malia, con le sue campagne a favore del cibo sano e dell’attivita’ fisica, gode costantemente di una popolarita’ superiore a quella del marito. Ed e’ anche grazie agli sforzi della First Lady, che secondo l’ultimo sondaggio Gallup, Obama e’ avanti di 4 punti sul suo rivale Mitt Romney.

In particolare, il presidente guadagna 9 punti sul candidato repubblicano grazie al voto femminile nei cosiddetti ‘swing states’, gli stati che faranno la differenza perchè è incerto a chi daranno la vittoria. Contro quest’andazzo, lo staff di Romney ha preso le sue contromisure, lanciando sui media sempre piu’ spesso l’immagine di Ann Romney. Ed e’ proprio Ann ormai per tradizione a introdurre il marito ai comizi di ringraziamento dopo il voto nei vari stati dove si stanno tenendo le primarie.

Ann Lois Romney, nata il 16 aprile del 49 in Michigan, s’e’ gia’ allenata nel ruolo di ‘First Lady’ quando il marito era governatore del Massachusetts. Ora però il gioco s’e’ fatto molto piu’ serio. Ma Ann sinora se l’e’ cavata benissimo, e spesso le sue brevi comparsate vengono seguite e amate dal pubblico, molto di piu’ dei discorsi a volte noiosi del marito. Tanto che Politico.com, il sito specializzato nei palazzi di Washington non ha dubbi: E’ Ann ‘la repubblicana che lo staff di Obama teme di piu’.

Intanto la lunga corsa verso la nomination repubblicana martedi’ vive un altra tappa molto importante: si vota in Wisconsin, Maryland e a Washington Dc, la capitale. Si sarebbe dovuto votare anche in Texas, ma nello stato dei Bush, a causa di una complicata querelle legale, tutto e’ stato rinviato al 29 maggio. Secondo gli ultimi sondaggi, Mitt Romney e’ favorito. Se le urne confermeranno questa tendenza, il miliardario mormone potra’ allungare ulteriormente sul suo inseguitore Rick Santorum, confermando per l’ennesima volta cio’ che tutti sanno da tempo, e cioè che sara’ lui l’anti-Obama.

Lo si sa da tanto tempo che i vertici del partito repubblicano hanno ormai perso la pazienza nei confronti di una lotta interna che non ha piu’ senso. E che anzi rischia solo di danneggiare l’immagine del partito e favorire Obama. Tutti spingono Newt Gingrich e soprattutto Santorum a ritirarsi. Ma lui, ‘Santo’, come viene chiamato da tutti, non molla.

Ammette che dal voto di martedi’ verra’ ”un forte segnale”, riguardo alla prosecuzione della competizione. Tuttavia, aggiunge: ”Io resto in corsa sino a quando Romney non avra’ conquistato i 1144 delegati necessari per la nomination di Tampa. E ancora non e’ cosi’ vicino”. Lo stesso discorso ha fatto Gingrich: continuerà a correre finchè Romney non avrà raggiunto il ”numero magico” per essere incoronato sfidante ufficiale di Obama.


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