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Usa, gelo su Cuba: sconsiglia i viaggi sull’isola e ritira il personale dell’ambasciata

Usa ghiaccia Cuba: sconsiglia i viaggi sull'isola e ritira il personale dell'ambasciata

Usa ghiaccia Cuba: sconsiglia i viaggi sull’isola e ritira il personale dell’ambasciata (Foto Ansa)

L’AVANA – Donald Trump aveva annunciato che una marcia indietro nelle aperture concesse da Barack Obama a Cuba, e così è stato. Washington ha ordinato al 60% dello staff dell’ambasciata americana a L’Avana di lasciare la sede di rappresentanza in seguito a “specifici attacchi” contro diplomatici a Cuba. Secondo le fonti ufficiali americane citate dalla Associated Press, gli Usa hanno deciso di ordinare a tutto il personale non essenziale dell’ambasciata americana all’Avana insieme con i loro familiari di lasciare la sede della rappresentanza sull’isola. Rimarrà soltanto il “personale di emergenza”.

Gli Stati Uniti hanno anche deciso di interrompere, a scadenza indefinita, il rilascio di visti a Cuba e di fermare i viaggi di delegazioni ufficiali in seguito agli attacchi contro il personale americano, e intendono diffondere una allerta invitando i cittadini americani a non recarsi a Cuba, in seguito a timori per possibili ‘attacchi’ negli hotel dell’isola che metterebbero a repentaglio la salute dei viaggiatori. Lo riferisce la Associated Press citando fonti.

Queste decisioni seguono le accuse mosse di misteriosi “incidenti” che hanno colpito almeno 21 diplomatici americani a Cuba, con sintomi vari che vanno dalla perdita o disturbi dell’udito alla nausea, da traumi cerebrali al mal di testa, sino a problemi di concentrazione e di memoria.

Washington ha protestato con l’Avana senza però accusarla, anche perché non ha ancora scoperto le cause di questa vicenda e quindi non ha alcuna prova da esibire. Cuba ha respinto fermamente ogni responsabilità ed è sorprendentemente cooperativa, e ha invitato anche l’Fbi ad indagare in loco.

Il ministero dell’Interno cubano ha assicurato che “Cuba non ha mai permesso né permetterà che il suo territorio venga usato per azioni contro diplomatici accreditati”.

Investigatori ed esperti americani hanno evocato varie teorie, da attacchi acustici ad armi elettromagnetiche o apparecchiature di spionaggio difettose, ma brancolano ancora nel buio. E non escludono un’azione di uno spezzone dei servizi segreti cubani, ostile al disgelo con gli Usa come una parte dell’amministrazione Castro, o meglio di qualche potenza straniera: in primis la Russia, la più avanzata sul fronte delle nuove armi segrete, e la più interessata a sabotare il riavvicinamento dell’ex storico alleato della Guerra Fredda a Washington.

Il mistero più grande sembra essere l’estrema varietà dei sintomi tra le persone colpite. Alcuni hanno suggerito l’uso di armi acustiche con ultrasuoni o infrasuoni, altri di armi elettromagnetiche, altri ancora di nuove apparecchiature di spionaggio non ancora testate con effetti non voluti. E tra gli Stati terzi che potrebbero averci messo lo zampino non si escludono Iran, Cina, Venezuela e, ovviamente, la Corea del Nord.

Nell’attesa di fare chiarezza, però, due diplomatici cubani sono stati espulsi dagli Stati Uniti all’inizio di agosto. E adesso sono arrivate le nuove, dure, misure, che riportano i rapporti tra Stati Uniti e Cuba a prima del 2015, quando Obama fece i primi passi di uno storico disgelo.

 

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